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Delli Iaconi sì, Delli Iaconi no, Michelini riflette

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Bandiera Coldiretti sventola a palazzo dei Priori il giorno della vittoria di Michelini

Bandiera Coldiretti sventola a palazzo dei Priori il giorno della vittoria di Michelini

Trattore Coldiretti a piazza del Comune per la vittoria di Michelini

Trattore Coldiretti a piazza del Comune per la vittoria di Michelini

Il sindaco Leonardo Michelini

Il sindaco Leonardo Michelini

– “Non mi sembra una bella indicazione da dare al sindaco”.

Ottavo assessore, altro giro, altra corsa, la telenovela continua. Il Pd ha deciso, ma non ha deciso secondo il sindaco Leonardo Michelini.

La riunione dell’altra sera ha visto sei Pd votare a favore di Antonio Delli Iaconi, tre astenuti e tre contrari e alla fine è stato dato mandato al primo cittadino di decidere, tenendo conto che ci sono state osservazioni da parte di alcune associazioni di categoria, ma soprattutto che non ci saranno recriminazioni o discussioni, qualunque sia la decisione di Michelini.

Troppo poco per il sindaco, che vuole rivedere il capogruppo Pd Francesco Serra, il segretario comunale Alvaro Ricci, quindi le associazioni di categoria.

“Il Partito democratico non è che abbia compilato un verbale – sostiene Michelini – finora ho sentito versioni diverse, due o tre. Noto una certa disomogeneità”.

Eppure non dovrebbe essere difficile. Delli Iaconi sì, Delli Iaconi no. Facile. Niente che un lancio della monetina non possa risolvere in due secondi.
“In realtà la situazione cambia se la scelta nel Partito democratico è stata presa a maggioranza o all’unanimità.

Io parto dal mio ragionamento: per il sindaco, l’assessore mancante doveva essere Francesco Serra. Ha detto di no per proprie ragioni.

La scelta è del Pd, l’indicazione doveva essere in base ai voti ottenuti fra i consiglieri, ma pure questa indicazione non andava bene.

Quindi ho detto, fatemi sapere. Mi è stato proposto un esterno, anche se avrei preferito uno interno. Ma è chiaro che la scelta doveva essere condivisa”.

L’esito della riunione Pd sembra chiaro: hanno passato la palla al primo cittadino. Michelini però sembra intenzionato a rilanciarla.
“Ho notato una certa divisione. Non mi sembra una bella indicazione da dare al sindaco. Poi ci sono le organizzazioni economiche che hanno lamentato scarsa concertazione”.

Non le sembra un intervento a gamba tesa? Da quando le associazioni decidono gli assessori? Del resto anche il sindaco arriva da quel mondo, il giorno della sua vittoria le bandiere Coldiretti sono sventolate a palazzo dei Priori.

Nessuno ha gridato allo scandalo e questo non ha sminuito il valore della sua vittoria.
“Sulla nomina l’intervento è fuori luogo, non è che si sceglie un assessore sentendo le organizzazioni. Questo non c’entra.

E’ il metodo di selezione che viene contestato e che alle parti non è piaciuto. Si è andati in una sola direzione e la cosa non è piaciuta, va comunque fatta chiarezza.

L’approccio che come amministrazione abbiamo intrapreso con le associazioni culturali, ascoltandole, vale anche per quelle economiche.

Non per sostenere una tesi piuttosto che un’altra. Vale la condivisione.

Poi la politica decide sempre”. Decide, ma a quanto pare con calma. Con molta calma. In perfetta sintonia con tutto il resto.

Giuseppe Ferlicca


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