(g.f.) – Ancora sotto la Macchina.
Tre giorni dopo il trasporto, ieri sera di nuovo Facchini, costruttori e ideatore di Fiore del cielo, insieme ad amministratori e a diversi viterbesi, si sono ritrovati al sagrato di santa Rosa (fotocronaca).
La “scusa” sono i fagioli con le cotiche offerti dai costruttori, ma in realtà è l’occasione per scambiare ancora impressioni a mente fredda sul trasporto, dare ancora uno sguardo alla Macchina illuminata, fare quattro chiacchiere e magari pensare già al prossimo anno.
Per Fiore del cielo è stato il quinto passaggio per le vie di Viterbo, da contratto l’ultimo e fra i presenti l’argomento più gettonato della serata è, se ce ne sarà un sesto o si andrà a un nuovo appalto.
La netta impressione è che al 90 per cento il trasporto supplementare ci sarà.
Senza nemmeno tirare in ballo problemi di natura economica, sono i tempi a scarseggiare.
Il concorso d’idee e quindi l’appalto per costruire la nuova macchina sono procedure lunghe.
Sui gradini del sagrato ci sono il sindaco Leonardo Michelini e il vice sindaco Luisa Ciambella, con i consiglieri Ciorba e Bizzarri. “Non ne abbiamo ancora parlato” è la frase ricorrente se provi a chiedere sul prossimo tre settembre. Quando ne parleranno, però, facile intuire cosa verrà fuori.
Toccata e fuga, invece, per l’assessore Alvaro Ricci e la figlia, quattro chiacchiere con il capofacchino Sandro Rossi e poi via.
Non molto distante dal gruppetto di palazzo dei Priori, l’ideatore Arturo Vittori con la sua famiglia e Andreas Voegler, mentre “ai fornelli” Andrea e Contaldo Cesarini con Vincenzo Fiorillo. Servizio impeccabile. Come lo è stato l’ultimo trasporto.






