(g.f.) – Futuro delle farmacie comunali. La maggioranza non sa che pesci prendere. Tanto per cambiare.
Ieri in quinta commissione se ne è discusso, con i consiglieri Francigena D’Angeli e Carnassale, ma è stata poco meno di una chiacchierata al bar. Senza conclusioni.
“Che intendono fare? – si domanda Giulio Marini (Pdl) – le vogliono cedere o dare un diverso assestamento?”.
Quasi due ore di dibattito e zero risposte. Si doveva discutere dell’amministratore unico per Francigena. In questo caso non si è nemmeno cominciato.
Eppure l’ordine del giorno è al primo punto nella seduta di consiglio fissata per giovedì.
“E’ un punto – spiega Chiara Frontini – che ritengo non abbia grosse difficoltà a passare, visto che vede d’accordo anche il sindaco Michelini”.
Senza il passaggio in commissione? “La presidente Martina Minchella ha aggiornato la seduta – osserva Chiara Frontini – si poteva tranquillamente andare avanti.
Comunque, visto che non è stato discusso, ritengo che la maggioranza abbia le idee chiare in proposti e abbiano reputato che non ci fosse bisogno di questo passaggio.
Anche perché non c’è molto da discutere. Vogliono tagliare i costi, nominando al posto del consiglio d’amministrazione un amministratore unico? Sì o no. E’ semplice”.
Le società partecipate rappresentano un costo che annualmente per le casse comunali si aggira sui trecentomila euro, fra compensi per i consigli d’amministrazione o come per il Cev o Robur, per i liquidatori delle partecipate.


