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Giudice in causa col comune di Graffignano, salta il processo

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La perquisizione negli uffici del Genio civile

Il blitz Genio e sregolatezza negli uffici del Genio civile

L'avvocato Carmelo Ratano

L’avvocato Carmelo Ratano


Alcuni degli imputati

Il sindaco di Graffignano Adriano Santori

Il sindaco di Graffignano Adriano Santori

L'assessore Luciano Cardoni

L’assessore Luciano Cardoni

L'imprenditore Angelo Anselmi

L’imprenditore Angelo Anselmi

– Era appena cominciato ed è già tutto da rifare. 

Non decolla il processo sulla raffica di presunti appalti truccati scoperti dalla forestale. L’operazione “Genio e sregolatezza”, otto imputati tra imprenditori, amministratori e funzionari del Genio civile, torna in aula con una falsa partenza.

Dopo i due giudici incompatibili estromessi la volta scorsa, stavolta è toccato al magistrato Filippo Nisi farsi da parte.

Lo ha chiesto l’avvocato Carmelo Ratano, difensore del funzionario del Genio civile Roberto Lanzi, considerato il “deus ex machina” del sistema di spartizione degli appalti.

“Il giudice è creditore del Comune di Graffignano – ha spiegato Ratano in aula -. Ha in corso due cause civili contro lo stesso Comune. Per di più, alle recenti elezioni il fratello era candidato contro il sindaco Adriano Santori che è imputato in questo processo. Vogliamo un collegio che possa giudicare serenamente e, in questo stato di cose, non sarebbe possibile”. 

L’astensione del giudice Nisi ha azzerato anche quel poco che era stato fatto in due ore di udienza.

Alla prossima, Regione Lazio, Provincia di Viterbo, i Comuni di Vignanello e Guardea (Terni) e un’azienda viterbese, arrivata seconda in una delle gare “incriminate”, dovranno nuovamente costituirsi parte civile. Si ripartirà da capo, con un nuovo giudice ad affiancare i colleghi Eugenio Turco e Cesare Trapuzzano. Gli avvocati saranno di nuovo pronti a tornare in aula col loro bagaglio di questioni da sottoporre al collegio.

Hanno studiato le carte al millimetro e minacciano di avere eccezioni da vendere: sulle proroghe delle indagini, sulla scelta del rito immediato, sulle prove raccolte dalla procura. Ce n’è abbastanza per ingolfare il processo prima che parta. 


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