– “I negozi continuano a lavorare e appoggiano la chiusura”.
Parola di Leopoldo Di Girolamo. Il sindaco di centrosinistra di Terni porta avanti con convinzione la scelta di eliminare il traffico nel cuore della città. Un provvedimento che, per il primo cittadino, ha migliorato la qualità della vita urbana con vantaggi economici per i residenti e i commercianti.
Parcheggi, bike sharing e ticket per i residenti con più di due macchine. Sono solo alcune delle soluzioni proposte per realizzare il progetto avviato dal 2001.
Da quanti anni è chiuso il centro storico?
“Abbiamo iniziato a chiuderlo dal 2001 – dice Di Girolamo -. Il centro si estende per circa 52 chilometri quadrati e in proporzione alla superficie della città abbiamo la zona a traffico limitato più ampia d’Italia. Forse ci supera solo Firenze”.
Quali sono state le problematiche principali nelle diverse fasi che hanno portato alla chiusura?
“I problemi hanno riguardato i posti auto, le doppie macchine dei residenti e il funzionamento, non sempre ottimale, delle telecamere dei varchi elettronici”.
Quali soluzioni avete proposto?
“Abbiamo realizzato tre parcheggi che garantiscono duemila posti, tra quelli interrati e quelli in superficie, e poi abbiamo messo un sistema di stalli per il bike sharing”.
Si spieghi?
“Da febbraio abbiamo introdotto 14 ciclostazioni che consentono al cittadino di lasciare la macchina per percorrere tutta la zona a traffico limitato con la bicicletta che abbiamo chiamato Valentina, in onore del nostro patrono. Si paga un abbonamento modestissimo e le prime due ore sono gratuite”.
Invece per i residenti che hanno più auto?
“C’è un ticket da pagare per poter occupare i pochi spazi di parcheggio nella zona a traffico limitato”.
E le telecamere dei varchi?
“I varchi elettronici sono stati innovati grazie un importante investimento di circa un milione e mezzo di euro stanziato proprio la settimana scorsa”.
Come hanno reagito i residenti?
“Da una parte c’è chi è stato molto favorevole perché la chiusura ha portato maggiore tranquillità e possibilità di usufruire più liberamente degli spazi di pertinenza delle proprie case. C’è stata anche una valorizzazione immobiliare delle residenze. Dall’altra, invece, c’è chi ha criticato le nostre scelte”.
Adesso il provvedimento, però, è stato accettato?
“Sì, e anche il consiglio comunale ha ribadito di recente il suo mantenimento perché è migliorata la qualità urbana e la vivibilità della città. Chi viene da fuori, spesso, ci dice che vorrebbe la chiusura anche nella propria città e questo ci fa capire che abbiamo agito bene”.
All’atto pratico, se dovesse passare un idraulico o un elettricista?
“Possono accedere tranquillamente, segnalando ai vigili che devono farlo per lavoro”.
I commercianti, invece, come l’hanno presa?
“Anche in questo caso si sono divisi, specie per la tipologia di merce venduta. Alcuni supermercati della zona a traffico limitato sono stati contrari alla chiusura che secondo loro riduceva la spesa dei cittadini. Altri che vendono generi di consumo diversi sono stati favorevoli, perché l’eliminazione del traffico consentiva di passeggiare e fare shopping più tranquillamente. Hanno appoggiato la soluzione soprattutto i bar e i pub che ora possono usufruire degli spazi all’aperto, garantendo condizioni migliori ai loro clienti specie dal punto di vista della sicurezza stradale”.
Per assurdo, se dovesse decidere di riaprire il centro storico, secondo lei, i commercianti cosa farebbero?
“C’è chi ha chiesto di aprire il centro storico nella fascia serale. Ne abbiamo discusso, ma il consiglio comunale poi ha confermato la chiusura. Solo una minoranza vuole cambiare sistema”.
Lo scarico delle merci è stato regolamentato in qualche modo?
“Ci sono delle zone in cui i furgoni possono fermarsi e i veicoli elettrici possono addirittura arrivare davanti agli esercizi commerciali o nelle zone di attestamento, molto diffuse, per rifornire i negozi”.
Quali sono stati i vantaggi economici per la città?
“La città ne ha guadagnato in qualità della vita e nel mantenimento di una rete commerciale sicuramente più buona. In questo modo poi il centro storico è sempre meno spopolato visto che oltre 5mila famiglie ci risiedono e lo rendono vivibile e non lasciato in mano a bande di microcriminalità”.
Avete creato dei posti macchina alternativi, dunque. In quale fase del processo di chiusura del centro storico lo avete fatto?
“Il primo parcheggio che conta 700 posti è stato realizzato nella fase precedente la chiusura. Il secondo, che ha 600 posti, è stato fatto all’inizio e l’ultimo con oltre mille posti è stato concluso lo scorso anno. Ne è in cantiere un quarto”.
Chiudere il centro storico, quindi, è possibile?
“Sì, anche se bisogna tenere conto delle caratteristiche delle città. Ognuna ha le sue soluzioni”.
Soddisfatto comunque per questa decisione?
“Assolutamente sì – conclude Di Girolamo -. Abbiamo migliorato la qualità della vita della città e anche economicamente i negozi nel centro, anche con la chiusura, continuano a lavorare e ci dicono che il provvedimento è vantaggioso”.
Paola Pierdomenico


