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“Le auto erano autorizzate a sostare a piazza del Plebiscito”

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"Scarpe rosse contro il femminicidio" in piazza del comune - Sullo sfondo, le auto dell'altra manifestazione autorizzata

“Scarpe rosse contro il femminicidio” in piazza del comune – Sullo sfondo, le auto dell’altra manifestazione autorizzata

Leonardo Michelini e Miranda Perinelli

Leonardo Michelini e Miranda Perinelli alla manifestazione contro il femminicidio 

– “Il club Italia Matra aveva il permesso di transito e sosta su piazza del Plebiscito, dalle 16 alle 19.30”.

Sulla doppia concessione della piazza, alle auto e alla manifestazione Scarpe rosse contro il femminicidio, Renato Petroselli spiega come sono andate le cose. E’ stato lui, che conoscendo i responsabili del club, ha fatto i giri per gli uffici e a richiedere i permessi. Che c’erano.

Quindi i proprietari delle trenta auto d’epoca non hanno sbagliato piazza, come ricordato dal sindaco Michelini nel comunicato di spiegazioni.

Sono arrivati poco dopo le sedici sotto il comune perché così erano stati autorizzati. Altrimenti non si capisce come mai i vigili presenti non abbiano impedito la sosta, trattandosi di zona con divieto perenne. Anche perché, come ribadito sabato pomeriggio dagli agenti, erano stati informati dell’arrivo dei mezzi.

“Dovevano sostare – ricorda Petroselli – lasciando le vetture e poi visitare con una guida il palazzo dei Priori, quindi il duomo, il palazzo Papale e san Pellegrino”.

Per tutta la durata, le settanta persone avrebbero dovuto lasciare lì le auto. “Quando ho visto che sulla piazza c’era anche la manifestazione delle scarpe rosse – ricorda Petroselli – ho chiesto della responsabile e siccome a me nelle cose piace mettere buonsenso, ho provato a trovare una soluzione, perché le signore asserivano d’essere autorizzate, ma ho fatto presente che pure l’altra iniziativa lo era, eccome, i documenti erano stati predisposti da agosto.

Era evidente la sovrapposizione. Mi sono preoccupato della brutta immagine che avremmo dato di Viterbo a gente arrivata da tutta Italia in visita.

Parlando con il sindaco Michelini gli ho spiegato la situazione. La manifestazione Scarpe rosse dalle 17 aveva anche il blocco delle auto sulla piazza, quindi ho detto al primo cittadino di autorizzare gli automobilisti a spostarsi su altra piazza. E così è stato, consentendo loro di sostare a piazza san Lorenzo.

Michelini ha risolto il problema e anche gli organizzatori sono rimasti contenti della visita. Con la ragionevolezza si risolve tutto”.

Quindi c’è stato un errore, non si sa bene commesso da chi. Succede. Episodio deprecabile, ma a Michelini hanno riconosciuto d’avete tolto le castagne dal fuoco.

Proprio per questo non si capisce il senso della ricostruzione di quanto accaduto da parte del sindaco, nel comunicato di ieri.

Le auto non si erano fermate lì per attenderlo. Gli automobilisti dovevano fare un tour del centro storico e dopo avere sostato e visitato palazzo dei Priori, si stavano spostando verso san Pellegrino e sono stati fermati solo dall’intervento dello stesso sindaco che ha autorizzato lo spostamento delle vetture.

I turisti, poi, il benvenuto l’hanno avuto dalla consigliera De Alexandris.

Nel comunicato diffuso dal comune, poi, si spiega come gli automobilisti: “Certi della presenza del sindaco in piazza del Plebiscito alle 17, hanno ritenuto opportuno attenderlo sostando sul luogo dell’iniziativa dedicata alle donne”.

Erano trenta macchine: provi qualsiasi persona, anche con una sola vettura, a parcheggiare sotto la prefettura o palazzo dei Priori, con i vigili in piazza e magari come scusa si provi a dire che state lì per aspettare il sindaco.

Quanti secondi passano prima che gli agenti giustamente fischino per farvi andare via? Invece sabato non hanno fatto nulla, anzi, hanno favorito la sosta.

Perché i proprietari delle auto storiche erano autorizzati a sostare.

Visto che tutto è bene ciò che finisce bene e a quel bene ha contribuito lo stesso sindaco, non si capisce il senso di una versione fornita alla stampa, che chi era in piazza sabato si rende conto di quanto sia non rispondente alla realtà dei fatti.

La morale è sempre una: se un intervento da parte del sindaco doveva esserci, era di scuse. E non si tratta di buttare tutto addosso al primo cittadino. Ma stare in quella posizione comporta oneri e onori.

Se gli uffici sbagliano, il sindaco è Michelini, così come quando qualcosa è ben fatto, è sempre Michelini il sindaco. Oneri e onori, appunto.

Giuseppe Ferlicca


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