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Michelini… che barba che noia

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Bandiera Coldiretti sventola a palazzo dei Priori il giorno della vittoria di Michelini

Bandiera Coldiretti sventola a palazzo dei Priori il giorno della vittoria di Michelini 

Leonardo Michelini legge l'Unità

Leonardo Michelini legge l’Unità 

– Ottavo assessore sì, ottavo assessore no, ottavo assessore boh… che barba che noia, che noia che barba. Proprio come nello sketch di Sandra Mondaini, con la differenza che quello era molto divertente. In questo caso, invece, solo tristezza e desolazione.

Il campo va subito sgomberato da ogni equivoco: se la giunta Michelini dovesse rimanere a sette, Viterbo sopravviverà, così come la nomina di Antonio Delli Iaconi non risolve necessariamente tutti i problemi.

I viterbesi poi… alzi la mano chi gliene frega qualcosa. Il punto è un altro.

C’è un’amministrazione in carica da giugno, un primo cittadino che aveva promesso mari e monti, ma nessuno aveva capito che si riferiva a una pizza.

La tiritera sul completamento della giunta si trascina da settimane, ricorda Marini nel suo periodo peggiore, quando costretto da veti incrociati di una maggioranza ormai logora, faceva e disfaceva la sua squadra in balia delle correnti.

Solo che Michelini è appena all’inizio e a differenza del suo predecessore, il Pd gli ha indicato un nome, Delli Iaconi e siccome non è condiviso da tutto il gruppo, gli ha detto, fa’ come ti pare, a noi sta bene tutto.

Invece Michelini che fa? Deve sentire Serra, poi Ricci, rigorosamente in ordine alfabetico, quindi le associazioni di categoria. Per parlare di cosa?

Alcune organizzazioni si sono espresse negativamente su Delli Iaconi. Legittima opinione e gentile il sindaco a voler ascoltare gli umori della città.

Ma davvero Michelini vuole aprire le consultazioni anche con i rappresentanti di categoria? Quando mai si è vista una cosa del genere?

E dove erano queste associazioni quando Michelini, candidatura made in Coldiretti, si è presentato? Cosa facevano quando le bandiere gialle sempre Coldiretti, sventolavano da palazzo dei Priori e a piazza del Plebiscito marciavano i trattori, sempre Coldiretti?

Se è andato bene Michelini, va bene pure Delli Iaconi. Tanto più che uno è sindaco e l’altro prenderebbe le deleghe allo Sviluppo economico. Ovvero: poco. Una volta almeno stabiliva gli orari dei negozi, ora nemmeno quello.

Ma concentrarsi su Delli Iaconi è fuorviante. Il punto non è l’ex direttore Unindustria. Il punto è Michelini.

Che cosa vuol fare da grande? Prenderà qualche decisione? A parte stabilire cosa indossare la mattina prima d’uscire di casa?

L’ottavo assessore è un’inezia. E’ tutto il resto che preoccupa. A quasi cento giorni dalla nomina, è tabula rasa.

Non si è capita un’idea e non arrivano in soccorso nemmeno le linee programmatiche che avrebbe dovuto illustrare, come vuole tradizione, nella seduta d’insediamento.

Durante la campagna elettorale si è capito che ha a cuore le fontane. Bene. Poi non riesce a togliere nemmeno qualche posto d’auto intorno.

E se non prende provvedimenti a costo zero, immaginare che si occupi di valorizzare il centro, riorganizzare il traffico, è fantascienza. Non si pretende che stravolga Viterbo in poche settimane. Ci sia aspetta solo uno straccio di misero segnale.

Quanto deve durare ancora l’apprendistato? Quanto ancora dovremo sentire in che guai lo ha lasciato Marini e quanto lo dovremo ancora vedere piangere per i dirigenti brutti e cattivi che lo ostacolano? Basta. Il sindaco se c’è, batta un colpo. Decida. Magari sbagli, ma decida.

Cominci dalle cose più semplici: completi subito con la sua giunta, liberandoci da questo stillicidio quotidiano.

Perché c’è ben altro di più importante di cui occuparsi. Lo deve alla città e lo deve a quei viterbesi che lo hanno votato credendo che avrebbe cambiato qualcosa. E per amor proprio, dovrebbe volerlo anche per se stesso, per smentire e stupire i suoi detrattori.

Cominci dalla giunta e non abbia timore di commettere errori. Guardando qualche suo assessore/a, è impossibile che riesca a fare di peggio.

Giuseppe Ferlicca


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