– Nessuno si azzardi a chiamarli bambini perché loro, i minifacchini del Pilastro, sono preparati, compatti e forti come i grandi (fotogallery 1 * fotogallery 2 * video).
E come i grandi portano la loro macchina in trionfo senza nemmeno una pecca. Ieri sera gli applausi e e le grida di incitamento erano tutti per loro.
Come da tradizione il trasporto della minimacchina del quartiere Pilastro è quello che apre le danze ai festeggiamenti di Santa Rosa. Domani, sarà la volta del centro storico, lunedì il corteo e poi, non resta che attendere il 3 settembre per la macchina “dei grandi”, Fiore del Cielo.
Ma quest’anno c’è di più. Questo del Pilastro è stato anche il primo, anzi il primissimo, trasporto per il nuovo sindaco di Viterbo Leonardo Michelini.
“E’ un onore che non so ben descrivere – dice commosso il primo cittadino -. Posso senz’altro confessare che per me è una fatica emotiva intensa. I minifacchini, ovviamente, oltre a quella emotiva di fatica provano anche quella fisica. Ecco, mi piace pensare che questo sforzo comune sia un esempio di unità e di condivisione che dovrebbe farci riflettere, non solo a noi viterbesi, ma a tutti gli italiani”.
Tra le autorità anche il presidente della Provincia Marcello Meroi, assessori e consiglieri comunali, il presidente del sodalizio dei facchini di santa Rosa Massimo Mecarini, il capofacchino Sandro Rossi e il vescovo Lino Fumagalli.
I minifacchini del Pilastro sono più di cinquanta. Ognuno ha il suo ruolo e ognuno dà il massimo per portare la macchina in tutto il quartiere, dal parcheggio dell’Okay center a viale Bruno Buozzi sotto la perfetta direzione del capofacchino Pino Loddo. Un trasporto, il 43esimo dalla prima edizione, che quest’anno è stato dedicato a Maria Rambotti.
Ma prima di arrivare al “Sollevate e fermi” la giornata è lunga. Alle 16 è partita la sfilata fino alla chiesa di santa Rosa dove hanno partecipato alla funzione del parroco del Pilastro don Flavio Valeri. Poi tappa al Sacrario dove è stata deposta una corona al Sacrario dei Caduti. Infine la merenda con i genitori e la benedizione del vescovo Lino Fumagalli.
Il momento fatidico, con qualche ritardo sulla tabella di marcia, è alle 21,30 circa. Dopo la chiamata delle file tutti prendono posto e aspettano con trepidazione il loro momento. Da lì parte quel chilometro e mezzo di fatica e passione di cui sono protagonisti.
Lo sforzo è immenso, ma ognuno sa di non essere solo. E non soltanto perché tutti hanno parenti e amici che lungo il percorso li chiamano e li incitano, ma perché a guardarli e a proteggerli per tutto il percorso c’è Rosa, diventata grande e santa proprio quando aveva poco più della loro età.
Durante le soste hanno giusto il tempo per bere un sorso d’acqua e sistemarsi ciuffi e spallette, poi si riparte. Le luci si spengono e ai lati delle strade il pubblico si apre in due ali di folla in festa fino all’arrivo.
La prima girata, quella in largo Alessandro Volta, è stata dedicata a tutte le persone che hanno subito disagi per la crisi economica, mentre l’ultima quella davanti alla chiesa del Sacro cuore di Gesù alla memoria di Giovanni Paolo II.
A metà percorso un alimentari del quartiere offre ai piccoli eroi cornetti caldi per darsi ancor di più la carica prima dell’ultimo tratto. Alle 23,15 circa l’arrivo. Un trasporto trionfale e senza intoppi, come ogni anno.
Francesca Buzzi






