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“Oggi porto la città sulle spalle”

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Santa Rosa - Trasporto macchina 2013

Santa Rosa – Trasporto macchina 2013

Santa Rosa - Trasporto macchina 2013

Santa Rosa – Trasporto macchina 2013

Santa Rosa - Trasporto macchina 2013

Santa Rosa – Trasporto macchina 2013

Santa Rosa - Trasporto macchina 2013

Santa Rosa – Trasporto macchina 2013

Santa Rosa - Trasporto macchina 2013

Santa Rosa – Trasporto macchina 2013

Santa Rosa - Trasporto macchina 2013

Santa Rosa – Trasporto macchina 2013

Santa Rosa - Trasporto macchina 2013

Santa Rosa – Trasporto macchina 2013

Santa Rosa - Trasporto macchina 2013

Santa Rosa – Trasporto macchina 2013

Santa Rosa - Trasporto macchina 2013

Santa Rosa – Trasporto macchina 2013

Leonardo Michelini al raduno al San Leonardo

Leonardo Michelini al raduno al San Leonardo

La foto sugli scalini di palazzo papale

La foto sugli scalini di palazzo papale

Michelini prende la foglia benedetta

Michelini prende la foglia benedetta

Michelini al monumento dei caduti

Michelini al monumento dei caduti

Michelini durante il giro delle sette chiese

Michelini durante il giro delle sette chiese

– “Oggi porto la città sulle spalle”.

Dai ricordi nelle piazze con gli amici a mangiare la pizza prima del passaggio della macchina di Santa rosa all’emozione di viverla da vicino. Sotto, insieme ai facchini. Leonardo Michelini, nuovo sindaco di Viterbo, ha assistito al suo primo trasporto da protagonista.

Una lunga giornata iniziata dalla mattina coi pensieri della preparazione dell’evento al giro delle sette chiese fino alla partenza di Fiore del Cielo da San Sisto.

Da buon viterbese, il 3 settembre, per Michelini, è da sempre un appuntamento immancabile. “Da giovane – racconta il sindaco – ho assistito ai trasporti dalle piazze con gli amici a mangiare la pizza e a fare baccano. Poi l’ho vista da consigliere comunale e, ora, da sindaco”.

Nel cuore, il passaggio più toccante è uno. “Sono molto legato a Volo d’Angeli. Ricordo bene il momento in cui si è fermata. Era il 1967 e facevo il quinto liceo scientifico. Ho visto la macchina appoggiarsi in via Cavour ed è stato indimenticabile”.

Quest’anno è lui a rappresentare la città davanti al campanile che sostiene la piccola patrona di Viterbo. Primo grande appuntamento è il giro delle sette chiese. Alle 14 è fissato il tradizionale raduno dei facchini al teatro San Leonardo.

Michelini è chiamato sul palco dal presidente del Sodalizio Massimo Mecarini. “Non sono solo ad affrontare per la prima volta questa avventura. Con me ci sono anche cinque nuovi facchini – sdrammatizza il sindaco -. A parte gli scherzi, il sodalizio è un valore per la città e il coraggio dei facchini deve essere da esempio, specie per chi ricopre incarichi istituzionali.

Le difficoltà, se affrontate con coraggio, diventano possibili. Il mio motto è stato “Viterbo, un’impresa possibile” e credo allo stesso modo che l’impresa che vi aspetta sarà ancora più possibile. Grazie e buon trasporto”.

Dal San Leonardo, il sindaco ha toccato tutte le tappe del giro, camminando in marcia coi facchini. Ha fatto la foto di rito sugli scalini di palazzo Papale e ha preso la foglia benedetta alla chiesa di Santa Giacinta Marescotti. Alla Trinità il momento più intenso. “E’ una sensazione forte sentire la voce grossa dei facchini cantare una brano di chiesa come “Mira il tuo popolo”. Una cosa a cui non ero davvero preparato e che mi ha colpito profondamente”.

Dopo il giro, il primo cittadino si è trasferito a Palazzo dei Priori per accogliere il premier Enrico Letta e gli altri ospiti della serata. Quindi l’arrivo a Porta Romana per la preghiera del vescovo e la benedizione dei facchini. In chiesa è in prima fila a fianco la presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Ascolta le parole di esortazione del vescovo Lino Fumagalli.

Una volta fuori, sotto Fiore del cielo l’emozione sale. “Il coraggio dei facchini che trasportano la macchina deve essere da esempio per tutti noi – ha detto Michelini prima del Sollevate e fermi -. Con l’impegno e la determinazione si superano tutte le difficoltà. Questa sera sento di rappresentare tutta la città, senza divisioni e differenze.

Tutta la città me la porto sulle spalle. Viterbo ha bisogno di rigenerarsi e grazie alle sue potenzialità e alla sua storia è in grado di farlo. Dobbiamo fare uno scatto in avanti per superare la crisi. I sentimenti che si mettono in moto durante questa manifestazione sono qualcosa di eccezionale che ci devono spronare a reagire”.

Quindi un pensiero alla patrona. “Santa Rosa ha dimostrato come, con caparbietà e determinazione, si possano affrontare le difficoltà. Lei ha rappresentato un simbolo di appartenenza alla nostra cultura. Dobbiamo andare avanti. E’ una sfida che voglio affrontare insieme a voi e a tutti quei cittadini di buona volontà che vogliono un futuro migliore. Un impegno che ci prendiamo tutti insieme e di cui dobbiamo essere convinti. Evviva santa Rosa”.

Il sindaco ha poi consegnato la macchina al capofacchino Sandro Rossi. Alle 21,40 la partenza della macchina. Con lo sguardo al campanile, Michelini ha atteso che i facchini si posizionassero chiamati per file da Rossi. Poi si è messo davanti a Fiore del cielo e all’indietro ha percorso il primo tratto fino a piazza Fontana grande.

“Le emozioni sono notevoli – ha detto durante la prima sosta -. Vedere una macchina di queste dimensioni che ti insegue crea sensazioni forti. Mi colpisce tanto anche la coesione tra i ragazzi, il capofacchino, i costruttori e tutti quelli che fanno parte di questa meravigliosa squadra. Un mix di sentimenti che vanno tutti verso la stessa direzione che è rappresentata da Santa Rosa”.

Il trasporto è proseguito a piazza del Comune, piazza delle Erbe, al Suffragio e infine la girata a piazza del Teatro. Qui Michelini si è preparato per la parte del tragitto che ha detto di attendere con maggiore ansia: la salita.

Sul finale, il primo cittadino ha tirato dritto fino al sagrato. “Si è concluso il trasporto e abbiamo superato la parte più difficile e più faticosa. I facchini sono arrivati stremati. Non so, però, se si legge nel mio volto e in quello degli altri la soddisfazione per questo trasporto. E’ stata una bella esperienza per me e per le altre persone che hanno partecipato”.

Sotto la macchina ormai ferma di fronte al santuario, Michelini è arrivato col fiatone. Come da tradizione Mecarini armato di bottiglia lo ha schizzato con lo spumante. E lui non si è sottratto agli attimi di festa successivi al grande sforzo dei facchini.

Sorridente e completamente bagnato Michelini ha speso le ultime parole della serata per rivivere la sua esperienza. “E’ stato un esordio impegnativo per la responsabilità di rappresentare l’intera città. Ma c’è stata anche tanta soddisfazione. Soddisfazione per aver fatto parte di questa meravigliosa avventura”.

Paola Pierdomenico 


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