– Là dove c’era un cassonetto ora c’è una montagna d’immondizia.
Viterbo e la raccolta differenziata, un rapporto di odio amore. Dove funziona e dove le vecchie abitudini sono dure a morire (fotogallery).
Con sacchi gettati fuori dai cassonetti dove il porta a porta non è ancora partito e ancora ci sono le isole ecologiche e dove pur non essendoci più, si continua a far finta che esistano.
Dando vita a poco estetici e molto maleodoranti cumuli d’immondizia.
E’ lo spettacolo che praticamente ogni mattina si presenta agli addetti di Viterbo Ambiente, società che si è aggiudicata l’appalto per la nettezza urbana.
Problemi ci sono. Da sabato sono spariti i cassonetti nel piazzale a destra del tribunale, in una zona non ancora servita dal porta a porta, per la gioia di residenti e attività commerciali che ora dovranno usare la macchina per gettare l’immondizia. Nel piano aziendale è previsto l’inserimento di nuove unità. Servirebbero. Ci vorrà più informazione alla cittadinanza.
Poi però, c’è chi il problema non se lo pone e getta sacchi lungo vie e piazze di Viterbo.
Ieri il porta a porta ha preso il via a Barco, Cappuccini, Pila, dopo l’avvio il 29 luglio a santa Barbara e il 9 settembre a tutto il territorio di Bagnaia.
Alle sei del mattino, giro di ricognizione della città con con Maurizio Mariani, tecnico di Viterbo Ambiente. Per capire cosa funziona e cosa no,.
Intanto nelle zone dove il porta a porta è iniziato ieri, pochi i secchi fuori dalle porte. Ci sono i vecchi cassonetti e si usano ancora. Dovrebbero restare fino a quando la gran parte dei residenti avrà ognuno il proprio raccoglitore. Nel giro di qualche giorno.
A Bagnaia, invece, dove il servizio dal 9 settembre copre tutta la frazione e nelle zone con pure i cassonetti, in diversi punti, accanto ai contenitori è un cimitero di sacchi di rifiuti.
La scena si ripete lungo viale Fiume, ma anche al Barco, al Paradiso e pure a ridosso del centro storico.
I cassonetti di fronte all’ingresso di Pratogiardino ogni mattina accolgono rifiuti di ogni genere. Dentro, ma sopratutto fuori. Tanto qualcuno li raccoglierà.
Sono i nostalgici dell’isola ecologica al Sacrario che si sono spostati. E nel liberarsi dell’immondizia si fanno poche differenze.
Molti sacchi sono di quelli grandi, neri. All’apparenza non sembrano contenere comuni rifiuti gettati da residenti. Poi ci sono lattine, montagne di bottiglie in vetro, plastica. Tutto materiale riciclabile, portato da chissà dove per evitare la divisione dei materiali.
Quindi un proliferare di divani, ce ne sono in abbondanza, come armadi, pezzi di cucine e vecchi televisori col tubo catodico “cannibalizzato”, cui sono state tolte tutte le componenti, a partire dalle parti in rame, rendendo ancora più difficile lo smaltimento.
Poi c’è chi il proprio dovere lo fa, ma a metà. Porta materiale riciclabile come il vetro alle campane, ma lascia tutto fuori. Uno sforzo finale sarebbe molto apprezzato. Sacchi di bottiglie di liquori, vino e birra. Quanto si beve nelle famiglie viterbesi? O sono gettati lì da altri?
Non c’è ritegno. L’immondizia si getta pure a pochi metri dal comando della Polizia locale. Ma il comune, per bocca del vice sindaco Luisa Ciambella ha dichiarato guerra agli indisciplinati. Sarà bene prestare attenzione. Anche alle prossime zone in cui il porta a porta sarà avviato.
Entro l’anno tutta Viterbo sarà coperta. Continuare a fare gli indifferenti diventerà molto difficile.
Giuseppe Ferlicca




