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“Santa Rosa, chi pagherà i danni ai ristoratori?”

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Claudio Ubertini

Claudio Ubertini 

Riceviamo e pubblichiamo – Si stanno esaurendo le festività di santa Rosa, ma purtroppo, non si spengono le polemiche che hanno contraddistinto le discutibili scelte operate dalla Giunta Michelini.

Dopo le critiche suscitate dall’installazione del luna park nello spazio adiacente la valle di Faul a ridosso delle mura con tutti i rischi per la viabilità che, fortunatamente, fino ad oggi, non hanno prodotto alcun danno grave.

Dopo le critiche per il modesto contenuto dei festeggiamenti di S. Rosa ed il conseguente programma del Settembre viterbese con una spesa, comunque, di circa 120mila euro.

Dopo le critiche per la qualità del manifesto con il programma del Settembre Viterbese in cui è stato inserito, tra l’altro, la radiocronaca delle partite della Castrense – Viterbese.

Per non farci mancare niente il 3 settembre, giorno del trasporto della Macchina di santa Rosa, alcuni operatori commerciali situati in prossimità di Valle Faul si sono visti recapitare, a circa dieci ore dall’inizio del trasporto, con i locali completamenti esauriti per le prenotazioni avute, una ordinanza a firma del sindaco Michelini Leonardo con la quale veniva intimata la chiusura dei locali interessati dalle ore 23 fino al termine dello spettacolo pirotecnico in un periodo così difficile in cui l’incasso di una serata come quella del 3 settembre contribuisce a rendere la situazione meno complicata.

 Tale provvedimento, oltre a causare un forte danno economico agli operatori interessati, che hanno dovuto disdire le prenotazioni e attendere l’arrivo dei clienti per comunicare che il locale non era disponibile per la sopravvenuta ordinanza, ha creato un forte malcontento alle persone interessate che si sono trovate alle 23/23.30 senza avere la possibilità di poter cenare; tra questi diversi turisti che hanno lamentato la grande improvvisazione per i disagi causati.

Inoltre sarebbe opportuno chiarire come le ordinanze che a norma di legge devono essere notificate 48 ore prima dell’efficacia, possano avere avuto la sua legittimità quando sono state notificate non più di 10 ore prima e quando la Prefettura di Viterbo a seguito della riunione della commissione di vigilanza (C.P.O.S.P.) già in data 30/8/2013 aveva comunicato che per motivi di salvaguardia dell’incolumità pubblica gli esercizi commerciali situati in prossimità della Valle di Faul dovevano rimanere chiusi al pubblico dalle ore 23.00.

 E chi pagherà i danni economici che gli operatori commerciali potrebbero richiedere all’amministrazione comunale per il mancato guadagno?

 Spero che la giunta risponda a questo quesito e possa comunque spiegare il perché dell’accaduto.

 Claudio Ubertini capogruppo Pdl


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