– Scarpe rosse per fermare il femminicidio, l’amministrazione Michelini nel ridicolo (fotocronaca).
Più di mille, un tappeto da via Roma e su tutta piazza del Plebiscito, sotto le finestre di palazzo dei Priori, sede del comune, per chiedere alle istituzioni risposte verso una vera e propria emergenza per le donne.
Scarpe rosse, come il sangue delle donne che hanno perso la vita per mano di uomini.
Scarpe rosse a terra e sul palco storie di donne, racconti di violenza, soprusi da parte di chi aveva promesso amore eterno e che invece di eterno ha regalato loro solo la morte.
Ogni racconto è un pugno nello stomaco. Sempre più forte. I racconti lasciano senza fiato, dopo che prima gli organizzatori dell’iniziativa, Auser, Cgil e Centro Erinna e molti viterbesi arrivati sul posto, erano rimasti senza parole.
Perché se quest’iniziativa si svolge in tutta Italia per svegliare le coscienze, maschili e femminili, per chiedere attenzione, il trattamento che hanno ricevuto dall’amministrazione comunale, è a voler essere indulgenti, vergognoso.
Mentre su via Roma c’era già il corteo silenzioso di scarpe rosse e mentre le organizzatrici aspettavano le 17, ora stabilita per interrompere il traffico a piazza del Plebiscito e posizionare le scarpe, sono arrivate una cinquantina d’auto d’epoca che hanno parcheggiato su più file di fronte alla prefettura e palazzo dei Priori.
Proprio dove era in programma la manifestazione, circondando il palchetto da dove avrebbero dovuto parlare e costringendo la pianista a smettere di suonare, per il rombo delle auto e perché all’improvviso quello era diventato un parcheggio.
Tutto perché chi amministra, si fa per dire, ha rilasciato i permessi a entrambe. Nessuno sapeva niente dell’altro e tantomeno ne sapeva qualcosa il sindaco Michelini, la polizia locale sul posto, il vice sindaco Ciambella.
Rosse non sono solo le scarpe. Rossi dovrebbero essere anche altri, ma di vergogna. Per non essere in grado nemmeno di gestire due eventi con regolari autorizzazioni. Ne è nata una discussione, telefonate al sindaco e agli amministratori. Il caos, tanto che per un po’ l’idea è stata quella di annullare la manifestazione. Una figura penosa. Roba da incapaci.
Hanno sbagliato e lo hanno fatto nel modo peggiore, mettendo insieme due iniziative, quella delle donne e tutto quello che c’è dietro, con le auto d’epoca. Quanto di più distante e inopportuno possa esserci.
In piazza c’è rabbia e sbigottimento: “Questa manifestazione, il suo valore simbolico ormai è bruciato.Ma dove siamo capitate?”. Siete capitate a Viterbo. Ma c’è di buono che i viterbesi sono migliori di chi li amministra.
E non è possibile che alla fine ci debba sempre pensare il sindaco Michelini, che chiamato da Miranda Perinelli della Cgil e non solo, fa spostare le macchine da piazza del Plebiscito a piazza san Lorenzo. Salvando la manifestazione. La doppia “figura merda”, come ha esclamato qualcuno in piazza, con entrambe le iniziative c’è stata.
Scuse da parte di chi ha sbagliato, sarebbero il minimo. Perché iniziative del genere meritano tutt’altra attenzione, perché i cartelli sono in giro da giorni, perché sono stati fatti comunicati compiaciuti da parte dell’amministrazione per l’iniziativa. Non si può fare finta di non sapere nulla.
Almeno chiedete scusa. Ma siccome non lo farete, chiediamo noi scusa. Alle tante donne che si dedicano con passione per salvare altre donne e che meritano ben altro trattamento. Scusateci, avremmo preferito parlare soltanto di voi.
Giuseppe Ferlicca








