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Sanità, si riparte dai cittadini

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Luigi Macchitella

Luigi Macchitella 

– Cambio di passo nella sanità viterbese.

L’atto aziendale della Asl, presentato ieri mattina al comitato ristretto dei sindaci, riparte dai cittadini e dalle loro richieste senza promettere lacrime e sangue.

Luigi Macchitella, commissario straordinario della sanità viterbese e ideatore di questo atto è soddisfatto del lavoro svolto e del nuovo documento, un vero e proprio perno sul quale girerà la sanità e i servizi assistenziali.

“Non si può partire pensando solo a tagliare – spiega il commissario Macchitella – ma è necessario creare opportunità per realizzare quelle modifiche che vadano a migliorare la qualità assistenziale,  l’innovazione, l’organizzazione, l’utilizzo delle risorse. Senza dimenticare la lotta allo spreco. Da questo nasce l’atto”.

Nell’atto aziendale la sanità viterbese è stata ridisegnata, tenendo presente le linee guida regionali e il piano di rientro, intorno a quattro macro dipartimenti trasversali, che opereranno su tutti gli ospedali, per far sì che anche i piccoli reparti diventino funzionali.

Si tratta del dipartimento di emergenza, accettazione e percorso nascite; del dipartimento di scienze mediche e reti riabilitative; del dipartimento chirurgico e del dipartimento onco ematologia e servizi.

Diminuisce anche il numero dei primari, ma saranno creati percorsi, centri e reti. Per gli tenti questi nuovi servizi dovrebbero diventare più funzionali, visto che un paziente che entrerà in una rete, stando a quanto spiegato nell’atto, sarà seguito in tutti i servizi dall’inizio fino alla fine. E il vantaggio sarà che i responsabili delle reti avranno molto più oneri e onori di alcuni primari che fino ad ora hanno gestito unità, spesso simili a scatole vuote. L’ottica con cui va guardato questo atto è dunque quella della funzionalità.

Risponde a questa logica anche la diminuzione del numero dei distretti sanitari. “E’ vero passeranno da cinque a tre – dice Macchitella -, ma perché sono stati riorganizzati, creando dei responsabili nei Comuni capofila, quindi se parliamo di numeri ore abbiamo 9 responsabili, tre per ogni distretto. Questo perché vogliamo incrementare l’attività per il territorio”.

L’atto cercherà di dare anche una risposta alla mobilità passiva, ovvero tutti coloro che scelgono strutture fuori dal circuito della province per prestazioni sanitarie, che costa oltre cento milioni alla casse della Asl di Viterbo. “Ci vorrà del tempo per arginare questo fenomeno – dice ancora il commissario straordinario -, ma stiamo già lavorando. Noi dobbiamo fare in modo che la qualità delle prestazioni sia all’altezza delle richieste dei cittadini. Dai dati che abbiamo ci risulta che sui 129 milioni di euro di spesa per la mobilità passiva, solo otto riguardano l’alta specializzazione. Questo significa che il cittadino si rivolge ad altre strutture principalmente per l’ordinario e non per visite specialistiche. E’ evidente quindi che manca il rapporto di fiducia tra l’utente e le strutture della nostra azienda. E’ nostro compito migliorare la qualità delle attrezzature e dei professionisti. Su questo punto vorrei spezzare una lancia nei confronti dei medici che lavorano nelle strutture viterbesi, che non sono assolutamente inadeguati. Sono più bravi di quanta non appaia. Dobbiamo far capire che il livello della qualità è elevato. E ricreare il rapporto di fiducia medico paziente”.

Ora che il piano c’è bisogna però capire come sarà digerito dalla comunità. “La risposta dei sindaci del comitato ristretto, a cui lo abbiamo illustrato, è stata positiva e sono certo che si convinceranno della bontà dell’atto anche tutti gli altri sindaci della Tuscia”.

Il confronto con i primi cittadini ci sarà venerdì 27 settembre alle 10 nelle stanze del comune di Viterbo. Nel frattempo il commissario straordinario illustrerà l’atto ai sindacati e ai rappresentanti dei medici. Un passaggio che Macchitella non teme. Ha fiducia nel suo documento e sulla rivoluzione che porterà.

Maria Letizia Riganelli


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