(g.f.) – Crisi della ceramica, i lavoratori della Catalano sospendono la protesta, rientra l’assemblea permanente, ma solo fino al 30 di settembre.
E’ l’esito dell’assemblea che si è tenuta stamani dalle 5 alle 7 in azienda, incontro particolarmente acceso, in cui si sono confrontate e scontrate opinioni divergenti su come portare avanti le iniziative per scongiurare gli ottanta licenziamenti annunciati.
Alla fine da parte dei lavoratori, con tutte le sigle sindacali concordi, si è deciso di intraprendere la strada della responsabilità. Un’apertura che arriva dopo che i responsabili della Catalano si sono resi disponibili a valutare la possibilità dei contratti di solidarietà, richiesta avanzata dai sindacati, ma finora caduta nel vuoto.
I vertici hanno chiesto tempo per valutare la fattibilità della scelta, ma anche perché dal 23 al 27 a Bologna è in programma il Cersaie, importante fiera del settore ceramico, dove sarà presente.
Proprietà e sindacati, quindi, si rivedranno il 30 alle 9, ma a quel punto, fanno sapere i lavoratori, dovranno esserci risposte, questo tempo non dovrà passare inutilmente, altrimenti la rottura sarà inevitabile.
Alla decisione si è arrivati dopo la visita di ieri da parte del presidente della provincia Marcello Meroi, che ha incontrato prima l’azienda e poi i lavoratori, chiedendo senso di responsabilità, togliendo il blocco, perché sarebbero potute arrivare novità.
L’azienda subito dopo ha chiamato i sindacati, chiedendo tempo per ragionare sulle richieste dei lavoratori e per partecipare al Cersaie e quindi rivedersi lunedì 30.
Durante l’assemblea di stamani c’è chi ha proposto d’andare a Bologna a manifestare, magari con magliette contro i licenziamenti, ma alla fine è stato deciso di soprassedere e assumere l’atteggiamento di responsabilità richiesto tanto dalle istituzioni quanto dalla proprietà, anche per sottolineare come la protesta è per portare avanti un diritto fondamentale, quello al lavoro. Quindi anche il rallentamento delle attività conseguente all’assemblea permanente era finalizzatao a questo, non a creare problemi all’azienda.
Sospeso il presidio. una scelta responsabile, che adesso i lavoratori si augurano dia i risultati sperati all’incontro del 30.


