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Uccise la compagna, otto anni a Melaragni

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Settimio Melaragni

Settimio Melaragni

Daniela Nicoleta Hatmanu

Daniela Nicoleta Hatmanu

Omicidio di Capodimonte, Melaragni portato via dai carabinieri

Omicidio di Capodimonte, Melaragni portato via dai carabinieri

Omicidio di Capodimonte, Melaragni portato via dai carabinieri

 

Era stato condannato a dieci anni e sette mesi per l’omicidio della compagna. 

Oggi la Corte d’Assise d’appello di Roma ha riformato la sentenza di primo grado per Settimio Melaragni.

La pena per l’immobiliarista 59enne di Capodimonte è stata ridotta a otto anni, per aver ucciso con tre colpi di pistola la sua donna, la 40enne romena Daniela Nicoleta Hatmanu.

Succedeva la sera del 31 gennaio 2008. Melaragni ha sempre detto di aver sparato per errore: reduce da una rapina con stupro, nell’ottobre 2007, era rimasto terrorizzato. Per questo, scambiando la sua compagna per un ladro, nel buio, non aveva esitato a fare fuoco contro di lei.

La sentenza è arrivata intorno alle 12,30. “La riduzione di pena è un buon inizio”, commenta il suo avvocato Maria Lufrano, che sui prossimi sviluppi della vicenda giudiziaria non si sbilancia.

Eventualmente, Melaragni avrebbe 45 giorni di tempo dal deposito delle motivazioni della sentenza per ricorrere in Cassazione. Ricorso che la stessa procura generale presso la Corte d’Assise d’appello potrebbe avanzare.

L’accusa, infatti, aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado del gup di Viterbo Franca Marinelli.

Intanto, Melaragni resta in attesa di giudizio anche a Viterbo, per la calunnia e tentata estorsione a un’altra sua ex: la 40enne romena Melinda Zabo. L’immobiliarista l’avrebbe minacciata per costringerla a convivere e ad avere rapporti sessuali con lui. Se si fosse rifiutata, avrebbe divulgato alcune sue foto osé.

Tra i due, lo scambio di accuse è reciproco. Lei insinua che la rapina con stupro dell’ottobre 2007 sia falsa. Lui ritiene che lei ne sia stata il mandante.

Il processo è appena all’inizio. 


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