Riceviamo e pubblichiamo – Nel pomeriggio di giovedì 26, nella stessa giornata in cui a Roma la Direzione nazionale del Partito Democratico discuteva e la varava le regole congressuali, a Viterbo si è tenuto il primo incontro per discutere il documento proposto da Gianni Cuperlo candidato alla segreteria nazionale del Pd.
La discussione – che partendo dagli spunti tematici proposti dal documento ha posto l’accento sulla delicata fase politica che in queste ore è in costante mutamento – è stata l’occasione per parlare del ruolo del Partito Democratico e riscoprirne le ragioni ad oggi forse sopite da una quotidianità in cui il dibattito politico è stato commissariato dal dibattito economico.
Si è discusso di un congresso “costituente” che possa pensare un partito plurale che punti alla costruzione di un’alternativa possibile per ridare prestigio al centrosinistra, non un congresso per scegliere un nome ma un congresso per scegliere il nostro futuro e per ridare un senso alla parola “politica”.
La prossima settimana è stato organizzato un secondo appuntamento provinciale per ampliare il cerchio attorno a questa discussione, sarà quella la sede in cui raccogliendo le disponibilità dai vari territori si lavorerà alla costituzione del comitato congressuale a sostegno di Cuperlo che sarà attivo su tutta la provincia di Viterbo.
Un partito plurale è un partito che si apre all’esterno, perché se è davvero tempo crederci: “Per riuscirci servirà la presenza più ampia di iscritti, militanti, elettori, chiamati non solo a un gazebo ma a dire cosa sperano per il loro avvenire”.
Melissa Mongiardo
