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“Un onore dirigere l’accademia barocca di Santa Cecilia”

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Stefano Vignati

Stefano Vignati

-“Un onore dirigere l’accademia barocca di Santa Cecilia”.

Di passione ce ne mette sempre tanta. Questa volta, il maestro Stefano Vignati promettere di fare ancora di più. Spetta a lui il compito di dirigere l’accademia Barocca di Santa Cecilia in occasione della conclusione del Tuscia operafestival.

La settima edizione chiude mercoledì 4 settembre alle 21 nella chiesa della Verità nel segno del barocco e il direttore artistico è pronto a scommettere che anche stavolta il pubblico non resterà deluso.

“Il 4 settembre avrò di fronte un gruppo musicale di prestigio internazionale – dice Vignati -. Si tratta dei solisti e delle prime parti dell’orchestra dell’accademia nazionale di Santa Cecilia. Il programma sarà dedicato ai compositori veneziani del ‘700 e cioè Tommaso Albinoni, Alessandro e Benedetto Marcello e Antonio Vivaldi”.

Ambizioso il progetto che sta dietro al concerto di mercoledì. “Le prove inizieranno oggi, e nel frattempo registreremo la casa discografica Dynamic. Il cd ch ne nascerà avrà distribuzione mondiale e sarà un vanto per il festival Barocco”.

Un’opportunità anche per la città. “Lo sforzo che faccio da sette anni, pure con il Tuscia operafestival, per far uscire Viterbo al di fuori delle mura continua. Il disco e il festival in programma in America ne sono la dimostrazione”.

Per il maestro sono tanti i  motivi per non perdere il concerto. “L’accademia barocca raramente fa uscite, se non all’Auditorium. Ci saranno inoltre musicisti di grande prestigio come Paolo Pollastri che è il primo oboe e Simone Vallerotonda, giovane tiorbista che sta spopolando a livello internazionale  e che qui da noi è ormai di casa. Un’occasione davvero da non mancare”.

Il bilancio del maestro per quest’anno è positivo. “Il pubblico è in crescita e tanta gente ha partecipato agli spettacoli che sono stati molto vari nel loro genere. Mi sembra di poter dire che abbiamo fatto un’ottima programmazione, anche grazie alla collaborazione con le diverse associazioni, prima fra tutte, Incontri mediterranei. Questa, secondo me, è la strada da intraprendere per il futuro. Bisogna coinvolgere nel cartellone le associazioni e le organizzazioni che vogliono seriamente lavorare con noi e mettersi in mostra sul palcoscenico di piazza san Lorenzo”.

Ora si apre la parentesi americana. “L’Italian operafestival debutta il 25 ottobre. Si tratta della seconda edizione del festival che sarà dedicata a Verdi e Corelli. Ci seguirà la camerata barocca Claudio Monteverdi di Viterbo che chiuderà la manifestazione il 27 con una performance insieme a Ramin Bahrami, il musicista iraniano che si è esibito a Viterbo per il concerto di Ferragosto e che ci seguirà oltreoceano”.

Non manca un pensiero all’ottava edizione del Tuscia operafestival. “Sarà dedicata ai diritti universali dell’uomo e cercheremo di portare avanti questo tema, alternando la musica a iniziative artistiche, come gli incontri “Pagine, parole e musica”, legate da questo fil rouge. Punteremo a coinvolgere personaggi che possano, a pieno, titolo, trattare di questo argomento. Andremo avanti con lo stesso impegno e la stessa passione di sempre, cercando di di collaborare con le istituzioni che ci hanno dato fiducia. C’è tanta volontà di fare e promuovere la cultura in un periodo di grande crisi. Sono fiducioso”.

A spingerlo in questa difficile avventura anche la risposta del pubblico. “Il pubblico inizia ad amare sempre di più il barocco. Alla fine dei concerti c’è tanto entusiasmo e ricevo mail di incoraggiamento a continuare a tenere viva questa tradizione che è certamente di nicchia ma che inizia ad aprirsi. In questa edizione abbiamo proposto brani inediti e partiture riscoperte nelle biblioteche del mondo. Pezzi che non sono più stati eseguiti dal XVIII secolo. Abbiamo cercato anche di fare uno studio filologico coinvolgendo gruppi che hanno proposto delle rarità. Un esperimento apprezzato dal pubblico. Dopo tre anni che dirigo il festival ho visto per la prima volta vero calore da parte della gente. Siamo nella direzione giusta”.

Paola Pierdomenico


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