Riceviamo e pubblichiamo – Spesso, con un pizzico di ipocrisia, non si perde occasione per rendere omaggio ai militari italiani deceduti in “terra straniera”, nei tanti episodi che hanno caratterizzato le missioni di pace del nostro paese in giro per il mondo.
La vicenda di Massimiliano La Torre e di Salvatore Girone, i due marò trattenuti in India da quasi due anni, ha coinvolto anche la nostra amministrazione , o meglio, la precedente “giunta Marini” che ha partecipato alla “campagna di solidarietà” per i due marinai prigionieri, con uno striscione affisso al balcone dell’ufficio che prima era del sindaco e oggi, a quanto pare, ad uso del vice sindaco.
Ebbene, quello striscione che, per diverso tempo, è stato l’emblema della partecipazione dei viterbesi alla disgraziata vicenda dei due militari italiani, è stato opportunamente rimosso per la festa di Santa Rosa ma, inspiegabilmente, non più riposizionato, quasi a sancire un imbarazzante disinteresse per il mancato ritorno in patria di Massimiliano e di Salvatore che, è bene ricordarlo, ci copre di ridicolo e di indisponente derisione.
Sindaco, lo striscione non c’è più ma restano i fili penzolanti in vistoso contrasto con la bellezza architettonica del balcone comunale e tutti noi ci chiediamo se non è il caso di ripristinare il vecchio “slogan” che possa ancora dimostrare l’attenzione e la sensibilità dei viterbesi alla prigionia dei marò, ormai passata alla storia come una delle più clamorose “debolezze” del governo italiano in fatto di “politica estera”.
Inoltre, FondAzione vuole sollecitare tutte le “associazioni d’Arma” su tale spinosa questione che, per come si sono messe le cose, ha messo in seria discussione l’onore e il valore delle nostre “Forze Armate” e le invitiamo ad intervenire con azioni che possano riportare in prima pagina, anche a Viterbo, una storia che ha semplicemente dell’incredibile.
il comitato comunale di FondAzione
