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Villa Rosa, la Fials sospende le trattative

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Villa Rosa

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Riceviamo e pubblichiamo – Contestare a un dipendente l’arrivo in ritardo di uno o due minuti rispetto all’inizio del servizio, è un fatto del tutto insolito, iniquo e, francamente, a dir poco assurdo, soprattutto perché la stessa contestazione è stata indirizzata a un operatore che si è reso sempre disponibile per improvvise sostituzioni e permanenza a lavoro oltre i termini di servizio per esigenze aziendali.

Vogliamo ricordare a tutti che, da diversi mesi, presso l’istituto Villa Rosa, è in atto una vera e propria “azione punitiva” nei confronti del personale che si sta concretizzando con una serie di provvedimenti restrittivi che vanno dai minacciati licenziamenti, all’applicazione unilaterale del contratto Uneba, peggiorativo rispetto al precedente, all’attuazione del contratto di solidarietà concordato a luglio presso la Regione Lazio, al licenziamento del personale sanitario precario, avvenuto nel corso del 2012 e che ha determinato un maggiore “carico di lavoro” per i dipendenti in servizio, sottoposti a turni stressanti per garantire livelli accettabili di assistenza ai ricoverati, alla mancata erogazione del “premio di produttività”, al ritardo del pagamento dello stipendio, all’assenza del “servizio mensa”, al blocco del rinnovo contrattuale ed alla mancata erogazione degli arretrati economici maturati.

Di tutto questo, l’azienda è in debito nei confronti dei propri dipendenti e, anziché instaurare un clima di collaborazione e di costruttivo dialogo con le Rappresentanza Sindacali, mette in campo una serie di provvedimenti e atteggiamenti di chiaro stampo provocatorio ed intimidatorio, come il caso della contestazione di cui sopra.

Ecco perché, la Fials, nell’incontro di ieri, ha ritenuto inevitabile abbandonare la riunione che, non poteva definirsi “trattativa sindacale” ma una vera e propria “farsa” a tutto discapito dei lavoratori.

Strano che tutto ciò avvenga sotto il tetto di un istituto religioso (Provincia italiana della congregazione delle suore ospedaliere del sacro cuore di Gesù) che ha per “oggetto sociale” la centralità della persona, l’accoglienza, la fraternità, la solidarietà, la giustizia e la difesa della vita, della persona e dei suoi diritti, dove questi metodi tiranneggianti non sarebbero giustificabili nemmeno nelle peggiori imprese dove l’unico ed esclusivo obiettivo resta il “profitto”.

Tale situazione impedisce di fatto ogni possibile evoluzione nel dialogo e nella trattativa sindacale e costringe questa Fials a rifiutare ulteriori incontri fino a quando non si dimostrerà concretamente la volontà della direzione di instaurare relazioni sindacali improntate al rispetto della persona, della sua dignità, professionalità e dei suoi diritti contrattuali.

E’ evidente che, nel frattempo, questa Fials provvederà a tutelare i pazienti e i lavoratori di Villa Rosa adottando tutte le iniziative che si riterranno più opportune.

Vittorio Ricci
Segretario provinciale Fials

Roberto Talotta
Vicesegretario regionale Fials


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