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Ascoltato per due ore il fratello della vittima

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La casa di via IV Novembre a Barbarano Romano

La casa di via IV Novembre a Barbarano Romano 

I carabinieri sul posto

I carabinieri sul posto 

Il corpo della donna portato via dalla casa

Il corpo della donna portato via dalla casa 

Il corpo della 52enne portato via dalla casa

I carabinieri portano Matuozzo in carcere dopo l'interrogatoio

I carabinieri portano Matuozzo in carcere dopo l’interrogatoio 

E’ ascoltato per due ore in caserma Vincenzo Cultrera. 

Il fratello di Anna Maria, la 61enne viterbese uccisa nel sonno a coltellate dal compagno Antonio Matuozzo, è stato convocato ieri mattina dai carabinieri di Barbarano Romano.

E’ da lui che i militari hanno voluto iniziare il giro di testimonianze tra amici e parenti della coppia. Una ricognizione necessaria tra gli affetti della vittima, per capire cos’abbia spinto Matuozzo, venerdì notte, a impugnare un coltello da cucina e a colpire più di dieci volte la sua donna, addormentata nel letto.

A Cultrera, gli uomini del maresciallo Marco Stella hanno chiesto di sua sorella e dei rapporti col suo uomo, di come appariva agli occhi dei familiari quella coppia nata sei anni fa e che, da soli sei mesi, si era trasferita a Barbarano. 

Solo Anna Maria era di Viterbo. Antonio, 65enne, parrucchiere in pensione, era originario di Napoli. Per un periodo avevano vissuto a Brescia. Sono gli anni in cui Matuozzo finisce prima in arresto e poi a giudizio per molestie sessuali su una bimba di cinque anni, parente di Anna Maria. Lo condannano in appello a tre anni e mezzo.

Una fase che la coppia supera, nonostante Anna Maria non smetta mai di rinfacciargli quell’errore. Ma quello era il passato.

Da Cultrera e dai parenti della donna, che saranno ascoltati nei prossimi giorni, gli investigatori vogliono sapere soprattutto dell’ultimo mese trascorso dalla coppia in quella piccola casa in via IV Novembre, diventata inaspettatamente scena del delitto. Sotto la lente degli inquirenti, c’è il passato recente, più che quello remoto, per cercare di fugare ogni dubbio sul movente dell’omicidio e sulle sue modalità.

Gli indizi raccolti finora dai carabinieri della compagnia di Ronciglione, coordinati dal pm Fabrizio Tucci, lascerebbero pensare a tutt’altro che a un raptus di follia. Matuozzo era lucido quando ha accolto i carabinieri in casa, alle 3,30 di sabato mattina. Tra l’omicidio e la telefonata al 112 si è concesso solo un paio di azioni illogiche, come cospargere di zucchero la macchina o riempire d’acqua gli elettrodomestici di casa. Ma per il resto non ha battuto ciglio.

E’ stato lui a chiamare i carabinieri: “Correte, ho ucciso la mia compagna. Passate da dietro. E’ aperto”. Poche parole e l’aggiunta di altre, ancora più agghiaccianti: “Meritava di morire”.

Intanto, stamattina, alle 9, il medico legale eseguirà l’autopsia sulla salma della vittima. Prima, l’affidamento formale dell’incarico in procura. Poi l’esame autoptico per ricostruire l’esatta dinamica del delitto: i movimenti di Anna Maria, il numero esatto delle coltellate, la profondità e, quindi, la forza con cui sono state inferte.

In giornata, forse, potrà essere dato il nulla osta per i funerali.

 


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