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Ater, deficit strutturale di 60mila euro al mese

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Pierluigi Bianchi

Pierluigi Bianchi

Raffaela Saraconi, Pierluigi Bianchi e Christian Scorsi

Raffaela Saraconi, Pierluigi Bianchi e Christian Scorsi

Bianchi con alcuni residenti

Bianchi con alcuni residenti

Christian Scorsi

Christian Scorsi

Pierluigi Bianchi

Pierluigi Bianchi

Pierluigi Bianchi

Pierluigi Bianchi

Bianchi con alcuni residenti

Bianchi con alcuni residenti

Bianchi e Saraconi

Bianchi e Saraconi

– Ci sono le manutenzioni ordinarie e quelle ancora più gravose, straordinarie e quando non si tratta degli alloggi, ci sono le aree in comune, strade, cortili e garage.

Ma la coperta per l’Ater, con i suo quattromila alloggi e un deficit strutturale di circa sessantamila euro al mese, è molto corta. Mentre gli inquilini chiedono interventi.

Stamani, sopralluogo del commissario Ater Pierluigi Bianchi, sollecitato dal consigliere comunale Pd Christian Scorsi, ai complessi in viale Buozzi, via Corvi e via Pinzi. Presente anche l’assessore ai Lavori pubblici del comune Raffaela Saraconi.

Una comitiva che non è passata inosservata ai residenti, alle prese con piccoli e grandi problemi. Spesso non facili da risolvere, perché l’Ater vive dei canoni di locazione, ma per ogni abitazione, fra entrate e uscite, c’è una perdita media di quindici euro. Moltiplicata per quattromila, quanti sono gli alloggi, ogni mese il bilancio segna rosso per sessantamila euro.

Senza l’aiuto della Regione, alcuni interventi diventano impossibili da fare.

In viale Buozzi le radici degli alberi hanno distrutto il grande cortile interno e minacciano le tubature del gas, in via Corvi, dove ci sono una decina di palazzine e dove l’Ater ha venduto la gran parte degli alloggi, tutta l’area intorno agli edifici non si capisce se sia di proprietà comunale o condominiale. Poi ci sono le fogne che vanno in tilt

La tesi principale è la seconda, ma allora non si spiegano lampioni dell’illuminazione pubblica con le targhette Cev.

“Per interventi come quello a viale Buozzi – osserva Bianchi – in cui dobbiamo agire sulle zone in comune, serve un intervento straordinario che dobbiamo chiedere alla regione.

Abbiamo novecentomila euro per questo tipo di lavori, ma le richieste sono molte e di carattere strutturale.

Ogni alloggio, in media ha un deficit fra le entrate derivanti dal canone e le spese, di quindici euro. Anche se tutti gli inquilini pagassero puntualmente, comunque sarebbe un problema per un ente che vive delle proprie risorse.

Da tre anni è così, in precedenza c’era un contratto di servizio con la regione in base al quale erano versati i fondi per la parte mancante”.

Il canone medio è di 30 – 40 euro mensili e a fronte di chi paga anche 200 – 300 euro, c’è chi versa sette euro, tramite bollettino. Tolte le spese postali, resta poco.

“Le entrate non coprono le spese – precisa Bianchi – e non è un bene che l’ente venda il proprio patrimonio per finanziare la spesa corrente, anche se con autorizzazione regionale. Dovremmo alienare immobili per costruirne altri”.

Giuseppe Ferlicca


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