Riceviamo e pubblichiamo – Il reddito professionale di un professionista ingegnere donna è mediamente inferiore del 40% rispetto a quello di parigrado uomo.
Lo ha affermato il consigliere nazionale degli ingegneri Ania Lopez nel corso di un appuntamento organizzato il primo ottobre nella sala delle Colonne della camera dei deputati di Roma.
L’incontro titolato “Ingenio al femminile. Storie di donne che lasciano il segno” e coordinato dalla giornalista Rai Tiziana Ferrario, ha portato alla luce dati interessanti in merito alla situazione del professionista ingegnere donna.
“Nel 2000 le donne iscritte alle facoltà di ingegneria erano il 17,7% e nel 2012 il 24,8%. Le laureate l’anno scorso sono state il 15,5% contro il 78.5% degli uomini. Di questi, il tasso di occupazione al maschile è stato del 78,5%, mentre quello delle donne si è fermato al 72,3%.”Vogliamo capire il motivo del dato più allarmante – ha aggiunto Ania Lopez l’unico consigliere nazionale donna, la stessa ad aver spronato gli ingegneri ad organizzare l’iniziativa – Quello per cui il reddito medio di un libero professionista uomo è di oltre 38mila, mentre quello di una donna è di poco oltre i 20mila. A che cosa è dovuta questa disparità?”
Interessanti gli spunti arrivati in merito al perché della disparità in ambito professionale e a cui sono arrivate diverse risposte e interpretazioni rappresentate dalle singole storie come quella della prima presidente donna in Italia del più numeroso ordine, quello di Roma, Carla Cappiello e della prima donna a laurearsi in ingegneria nucleare al Politecnico di Milano, autrice, tra l’altro, del libro patrocinato dal Consiglio nazionale degli ingegneri “Alla ricerca di un ingegnere con l’apostrofo” di Giovanna Gabetta.
Hanno portato la loro esperienza anche Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario, insieme a Maria Prieto Laffargue che è stata anche presidente della Organizzazione mondiale della federazione degli ingegneri. Sicuramente più dura, anche se non direttamente coinvolta nel mondo delle professioni tecniche, l’esperienza di Adriana Musella, presidente di Riferimenti, Coordinamento Nazionale Antimafia, che ha raccontato la sua storia segnata dalla morte di un padre, ingegnere, che viene ucciso per non aver voluto collaborare con la Ndrangheta, c’era anche un uomo nel panel il dott. Paolo Crepet.
Tre le esperienze dirette, rappresentate anche con servizi sui luoghi di lavoro: la grande forza e vitalità di Amalia Ercoli Finzi, ingegnere aerospaziale, mamma e nonna che, ironicamente, ha spiegato cosa è significato per lei portare avanti una carriera riconosciuta in tutto il mondo, tra le influenze dei figli e gli appuntamenti di lavoro. Di tutt’altro carattere, ma di simile tempra, la storia di Emanuela Cartoni amministratore delegato di Acque Spa, partecipata di Acea, che crede in un essere professionista come l’acqua.
Infine la vita quotidiana di un team al femminile che lavora alla sede di Savigliano, in provincia di Cuneo, all’Alstom, azienda che progetta e costruisce treni per l’alta velocità. Quattro giovani donne che, dall’esperienza di lavoro con i loro colleghi maschi, hanno scoperto di essere meno competitive dei loro colleghi, ma più organizzate e affidabili.
Erano presenti all’evento l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Viterbo Raffaella Saraconi, Giuliarelli Maria Deila, il presidente dell’ordine degli ingegneri di Viterbo Lorenzo Piacentini, le consigliere dell’ordine degli ingegnri Samantha Gori e Ilaria Bocci.
Ordine degli ingegneri di Viterbo
