– Stefano Calcagnini candidato unico (almeno per ora), non unitario.
Così come per la segreteria provinciale Pd, anche per quella comunale, la partita si giocherà fra più candidati.
Diversamente dalle intenzioni della prima ora, a Viterbo il congresso non sarà unitario, con tutto il partito che convoglia il proprio consenso su un nome condiviso.
L’intenzione, tanto da parte del segretario provinciale Andrea Egidi, quanto dell’area renziana era di andare uniti, ma galeotta fu la scelta di Calcagnini che fece saltare tutte le intenzioni unitarie.
Non tanto perché sull’esponente ex Forza Italia ci siano delle pregiudiziali, piuttosto perché non sarebbe stato condiviso.
Quindi in zona Renzi si va verso la scelta di un secondo candidato. Il nome sarebbe al vaglio del gruppo Pd.
Poco probabile che si punti su Sandro Mancinelli, molto più semplice che si arrivi a un’operazione Trani bis, ovvero una persona nuova da proporre alla guida della segreteria comunale.
Per presentare la candidatura c’è tempo, non esistendo una vera e propria scadenza. Il segretario comunale è equiparato a quello di circolo, in cui i nomi si possono presentare il giorno stesso del voto, con un atto formale. I congressi si svolgeranno a fine mese, poi si passerà al provinciale.
Dal 6 inizialmente ipotizzato, la data potrebbe essere anticipata al 3 novembre. Di domenica, per facilitare gli elettori a votare. Ma tutto a parole, visto che di sicuro ancora non c’è nessuna decisone.
Giuseppe Ferlicca
