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Castel D’Asso, centinaia di migliaia di euro buttati dalla torre

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La torre a Castel d'Asso

La torre a Castel d’Asso

L'ingresso della torre a Castel d'Asso

L’ingresso della torre a Castel d’Asso

Le scale della torre

Le scale della torre

La vetrata della torre distrutta dai vandali

La vetrata della torre distrutta dai vandali

La vetrata della torre

La vetrata della torre

La torre distrutta dai vandali

La torre distrutta dai vandali

– Centinaia di migliaia di euro buttati giù dalla torre (fotocronaca).

La necropoli di Castel d’Asso versa in uno stato d’abbandono, ma non è che in passato non siano stati fatti investimenti.

Nel febbraio del 1996 sull’area sono stati spesi qualcosa come 781 milioni di lire, ovvero 400mila euro di oggi, per il recupero.

Interventi che ricomprendevano anche la torre d’avvistamento, salendo la quale si ha una spettacolare vista d’insieme sul paesaggio e la necropoli.

Così come sul desolante stato in cui si trova la torre stessa. Completamente distrutta, un monumento all’incuria e allo spreco di soldi pubblici.

Eppure è facile intuire come all’epoca l’intervento debba essere stato significativo. Rifatta completamente la parte interna, con una struttura che consente di salire fino in alto, la copertura del tetto e sulla terrazza, due vetrate per proteggere le mura.

Ottima idea. Tanto che nel 2007, con la Provincia a guida di Giulio Marini ci fu un altro investimento per valorizzare ancora di più la struttura, predisponendo un impianto d’illuminazione all’interno della costruzione. Costo trentamila euro.

Era un impianto. Oggi è un pianto. Non c’è più, tutto distrutto.

E dire che il recupero approvato con la delibera adottata dalla provincia, la numero 291 del 28 febbraio 1996, con la quale ha avuto accesso a stanziamento regionale, si rifaceva a una legge, sempre della regione, la numero 7 del 5 aprile 1994, che riguardava interventi urgenti per l’occupazione nel Lazio, attraverso la realizzazione d’interventi che potessero creare strutture per dare sbocchi lavorativi.

Forse nessuno all’epoca immaginava, nemmeno il comune che partecipava nel protocollo d’intesa, che il lavoro, il recupero della torre e dell’area circostante, lo avrebbe dato, ma solo ai vandali.

Oggi è ridotta in un tale stato d’abbandono, che è abbondantemente sconsigliato avventurarcisi.

Ovunque vetri rotti, impianto elettrico distrutto, dappertutto rifiuti di ogni genere.

Soldi e tanti, buttati. Dalla torre, appunto.

Giuseppe Ferlicca 


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