– Non dieci. Non quindici. Addirittura una cinquantina di coltellate sferrate alla rinfusa sul corpo di Anna Maria Cultrera (fotocronaca – video).
Le prime indiscrezioni sull’autopsia di ieri svelano una dinamica del delitto più cruenta del previsto.
L’omicida e la vittima hanno lottato venerdì notte, in quell’appartamento all’entrata di Barbarano Romano, diventato scena del delitto.
Anna Maria dormiva quando la furia omicida l’ha sorpresa nel suo letto. Svegliata dai primi fendenti, ha visto il suo uomo Antonio Matuozzo che la colpiva con un lungo coltello da cucina. Ha reagito. Forse ha provato a divincolarsi, ma le ultime coltellate al collo le hanno impedito per sempre di difendersi.
Che la donna abbia cercato di bloccare la pioggia di fendenti lo direbbero i tanti tagli sul suo corpo. Il segnale di un chiaro tentativo di ribellione, prima che Matuozzo riuscisse a spezzare ogni sua resistenza.
Per cinque ore, ieri mattina, il perito Giorgio Bolino ha analizzato il corpo martoriato della 61enne viterbese, ex impiegata alle poste. Il feretro ha varcato i cancelli del cimitero di San Lazzaro alle 10,35. Il fratello Vincenzo lo ha aspettato fuori dall’obitorio insieme al suo avvocato Antonio Manganiello.
Cinque, al momento, le parti offese: oltre a Vincenzo Cultrera, la sorella Silvana e i tre figli della vittima. I familiari hanno nominato come consulente di parte il medico legale Alessandro Pinnavaia che, ieri mattina, ha assistito all’esame autoptico.
Entro i prossimi quarantacinque giorni, le conclusioni del perito Bolino saranno sulla scrivania del pm Fabrizio Tucci.
Un’autopsia, quella di ieri, servita più che altro per illuminare alcuni dettagli della dinamica del delitto. Primo tra tutti il numero delle coltellate, significativo anche del grado di violenza esercitata dall’omicida.
Il resto, almeno per ora, è top-secret. Solo l’autopsia potrà accertare l’orario preciso della morte e il colpo fatale. Pare, infatti, che le ferite alla gola siano state più di una.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Anna Maria Cultrera è stata assassinata intorno alla mezzanotte di venerdì. L’allarme è partito dallo stesso Matuozzo alle 3,30 di sabato mattina: “Correte, ho ucciso la mia compagna”, ha detto ai carabinieri al telefono, per poi aggiungere, quando lo hanno raggiunto a casa, che “lei meritava di morire”.
L’ipotesi dell’omicidio premeditato, intanto, si fa sempre più strada tra le piste battute dagli inquirenti. Ma resta ancora da capire con precisione quale fosse l’insanabile frattura nella coppia. Una coppia all’apparenza forte. Che sembrava aver superato persino quel precedente per molestie sessuali di Matuozzo sulla bimba di 5 anni, parente di Anna Maria.
Si è parlato di una separazione imminente. Lei che voleva cacciarlo di casa o, forse, voleva andarsene per raggiungere i figli al nord Italia. Matuozzo, comunque, non ne voleva sapere. Da sabato mattina è rinchiuso al carcere Mammagialla.
Per Anna Maria, oggi, alle 15, sarà il giorno dei funerali, alla chiesa del Paradiso.
Stefania Moretti





