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“Come può una comunità chiusa favorire il benessere?”

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Il volantino della petizione per il registro comunale delle unioni civili

Il volantino della petizione per il registro comunale delle unioni civili 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’importanza del riconoscimento dei legami affettivi per il benessere psicologico individuale e collettivo.

Il benessere psicologico è la condizione in cui l’individuo è riuscito ad adattarsi, in modo funzionale e costruttivo, alle condizioni ambientali e ai conflitti interiori. Ciò può avvenire adottando schemi mentali flessibili, continuamente arricchiti dagli stimoli provenienti dall’ambiente e riorganizzati di fronte alle nuove necessità che si presentano.

Quindi, la capacità di adattamento è fondamentale nell’uomo come in qualsiasi essere vivente.

Il primo ambiente che contribuisce a fornire all’individuo gli strumenti relazionali fondamentali per l’’inserimento nella comunità è la famiglia. Essa è innanzi tutto un nucleo affettivo, il cui compito principale è quello di dare amore e stabilità ai suoi membri, sviluppando la sfera relazionale del singolo. E’ una vera e propria istituzione educativa e fornisce le modalità d’interazione e adattamento alla società di cui si fa parte.

In una famiglia, gli individui sono legati da rapporti di filiazione e interdipendenza, per cui il livello di benessere di uno influisce immancabilmente sul benessere dell’altro. Anche la società è un sistema che funziona come la famiglia, in quanto la realizzazione di un individuo è inscindibilmente connessa alla realizzazione dell’altro e dell’intera comunità.

Da qui nasce l’importante riconoscimento istituzionale della famiglia.

Ma il riconoscimento della famiglia parte dalla sua conoscenza. Non illudiamoci che la famiglia “tradizionale” rispecchi tutte le sfaccettature esistenti nella nostra società. Una difesa troppo rigida di questa unica configurazione di famiglia è controproducente perché attua la negazione delle diversità esistenti e delle esigenze di cambiamento, a discapito delle minoranze, innescando processi disgregativi.

Come può una comunità chiusa, che nega la varietà della società, favorire l’adattamento all’ambiente e il benessere psicologico?

Per custodire realmente il valore della famiglia occorre invece riconoscere e tutelare l’intera e complessa rete di rapporti affettivi. Bisogna assorbire i cambiamenti attraverso una ristrutturazione delle relazioni e delle istituzioni ad esse correlate. Ciò permetterebbe un processo di responsabilizzazione reciproca, in modo che ciascuno possa essere libero di scrivere la propria storia e di inserirla nella storia collettiva.

A questo proposito è da evidenziare l’importanza dell’istituzione di un registro delle unioni civili che riconosca e tuteli, anche se non completamente, una più vasta costellazione di famiglie diverse. Ne conseguirebbe la restituzione a tutti i cittadini, senza discriminazione, del senso di appartenenza alla comunità.

Valeria Blandizzi
Psicologa di Arci Cultura Lesbica Viterbo


– cliccami per firmare la petizione sulle unioni civili

 


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