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Coppie di fatto, Pd spappolato e maggioranza spaccata

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La prima commissione

La prima commissione

La prima commissione

La prima commissione

– Registro per le coppie di fatto: il Pd si spacca, la maggioranza va in ordine sparso e ieri in prima commissione comunale solo la determinazione della presidente Melissa Mongiardo (Pd) e una minoranza particolarmente benevola hanno evitato una Caporetto del centrosinistra.

Senza una linea comune, i consiglieri sono andati in ordine sparso. Chi come Mario Quintarelli (Pd), fra i promotori della mozione, ha difeso le ragioni del provvedimento a spada tratta e chi come il suo collega di partito Arduino Troili l’ha bocciato senza appello.

Alla fine, la mozione non è stata votata e non andrà per ora in consiglio comunale. E’ stato dato mandato agli uffici di predisporre un regolamento, quindi si discuterà di nuovo in commissione, quindi ci sarà un’audizione di associazioni e cittadini sensibili all’argomento, proposta lanciata da Luigi Maria Buzzi (FdI), poi ancora commissioni.

Decisione dilatoria, che comunque è passata solo a maggioranza, con il no di Troili e Vittorio Galati (Forza Italia) e due astenuti. La mozione racchiude una analoga presentata prima di quella Pd da Movimento 5 stelle e Sel.

Che la discussione sarebbe stata tutt’altro che una passeggiata si è capito da subito e non ha aiutato, in un Pd diviso, il fatto che il capogruppo Francesco Serra abbia lasciato la commissione prima ancora che s’iniziasse. Così il consigliere Troili (Pd) ha subito potuto stilare la sua personale graduatoria delle priorità per Viterbo: “Dobbiamo dare risposte a tutte le emergenze – sottolinea Troili – non credo che questa sia un’emergenza. Sono altri i problemi.

Questo è solo il primo passo per aprire la strada ad altre tematiche, come le adozioni”.

Il suo collega di Sel Paolo Moricoli ha vita facile nel replicare: “Se le priorità sono altre – sostiene Moricoli – prima di discutere di qualsiasi altro argomento in consiglio comunale, dobbiamo risolvere la guerra nel mondo, la povertà e i bambini che muoiono di fame”.

Troili non è per niente convinto, anzi per marcare una distanza anche fisica, mentre Moricoli parla esce dai banchi e lo va ad ascoltare a debita distanza.

“La Costituzione parla dei diritti che ha una famiglia, una società naturale fondata sul matrimonio – precisa Troili – dichiaro la mia assoluta contrarietà a questo tipo di provvedimento. Sono stato dieci anni componente della commissione per l’assegnazione alloggi, mi immagino il caos che rappresenterebbe l’approvazione del registro.

Ma possibile che vogliamo farci del male da soli?

Vivo nella società reale e per gli asili nido che succederebbe? Qui si sa dove s’inizia, ma non sappiamo dove il provvedimento ci porta”.  Maria Rita De Alexandris (Viva Viterbo) prova a fargli cambiare idea, senza successo.

Nell’opposizione Troili ha un fan, il capogruppo Forza Italia Claudio Ubertini: “Condivido nella totalità quanto detto – osserva Ubertini – dove il registro è stato approvato, è stato ininfluente.

A Empoli esiste dal 1993 e si sono iscritte nove coppie, quattordici, ad Arezzo, a Bologna nessuna, a Roma meno di cinquanta.

Comunque il registro delle coppie di fatto può andare bene se è composto da un uomo e da una donna”.

Gianluca De Dominicis ricorda che la legge non tutela chi convive nemmeno su aspetti scontati quali la successione nell’affitto in caso di morte di uno dei due: “E’ un’emergenza per alcune persone, non per tutte – spiega – ma questo non sminuisce la portata. Abbiamo riconosciuto i diritti a chi si esprime con il linguaggio dei segni. Qui si dovrebbe fare la stessa cosa”.

La presidente Melissa Mongiardo sottoscrive in pieno: “Fosse solo per un solo cittadino cui va il beneficio, lo dovremmo comunque fare”.

Manco per sogno: “Stiamo facendo – osserva Troili – il fumo con la manovella”.

Un problema in effetti sembra esserci: approvare una mozione porterebbe a poco, serve un regolamento comunale che recepisca il provvedimento: “Come la maggioranza sta discutendo – osserva Gianmaria Santucci (Fondazione) – ha il sapore della strumentalizzazione.

Non c’è condivisione nella maggioranza. Facciamo approvare agli uffici una bozza di regolamento e su questo discutiamo.

Perché la mozione non è niente, ce ne sono state molte altre approvate e dimenticate”.

Passa anche l’idea d’ascoltare le associazioni, un po’ come è avvenuto per quelle culturali. Solo che Troili vorrebbe ascoltarle prima del regolamento o di prendere qualsiasi decisione.

In cerca di suggerimenti? De Dominicis glielo fa notare: “Con noi un simile percorso sfonda una porta aperta – osserva il consigliere Movimento 5 stelle – ma allora se dobbiamo prima sentire i cittadini, facciamolo pure per il bilancio o qualsiasi altra cosa”.

L’idea non passa. Per Troili un dato. Di fatto.

Giuseppe Ferlicca


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