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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il comitato “Non ce la beviamo” è nato all’inizio di ottobre su iniziativa di liberi cittadini e di alcune associazioni, tra le quali unione sindacale di base (Usb), Solidarietà cittadina, Viterbo 2020, Movimento cinque stelle, Rifondazione comunista, Forum acqua pubblica – e si propone di attuare il diritto di ognuno di disporre di una rete idrica in grado di erogare acqua potabile e sicura.
Il comitato chiede ora al sindaco Michelini di rispondere in modo semplice e diretto ai seguenti sette punti:
1) lo stato dei lavori con date certe per l’installazione dei dearsenificatori pubblici;
2) analisi settimanali da parte della Asl sull’acqua erogata dalle “casette” e relativa affissione dei risultati presso le stesse;
3) rifornimenti porta a porta di acqua dearsenificata a disabili ed anziani;
4) rendiconto delle spese sostenute dal comune per le “casette dell’acqua”;
5) rifornimento di acqua dearsenificata nelle scuole;
6) controlli capillari su ditte e negozi che utilizzano l’acqua a scopo alimentare;
7) monitoraggio periodico e gratuito sulla salute dei cittadini in relazione ai rischi legati all’utilizzo di acqua all’arsenico.
Mercoledì 30 ottobre alle 16 presso la “casetta dell’acqua” in via dei Bersaglieri, quartiere Carmine, si svolgerà una riunione aperta a tutti i cittadini e a tutti i soggetti a vario titolo interessati alla risoluzione definitiva del problema “acqua potabile”.
Comitato cittadino “Non ce la beviamo”
