Viterbo – Il gusto e i ricordi di una città (fotocronaca – video).
Ieri uno dei grandi artigiani viterbesi, il gelataio Pietro Chiodo, ha festeggiato i suoi primi 106 anni. E una volta tanto il comune ha reso omaggio a un uomo che ha fatto onore alla città di Viterbo.
E per un grande viterbese non è bastata una targa. Ne sono arrivate dal comune due. Una straordinaria del sindaco Leonardo Michelini e dell’assessore al centro storico Alvaro Ricci. E l’altra, che, come è consuetudine per gli ultra centenari, è stata consegnata dall’assessore ai Servizi sociali Fabrizio Fersini.
Un momento che ha riportato tutti ai ricordi che legano ogni cittadino viterbese alla gelateria Chiodo. Ai suoi sapori, ai suoi odori, ai suoi riti.
La famiglia di Pietro ha anche scovato dentro casa due cimeli. Una bustina di plastica pesante in cui si mettevano formaggi e gelato con la bella pubblicità dell’azienda Chiodo e gli ancora più mitici gettoni che servivano per conquistare l’agognato cornetto o coppetta.
Erano delle monete fuori corso del periodo fascista che i Chiodo avevano bucato al centro per usarle come prova del pagamento già avvenuto alla cassa. In pratica l’acquirente si recava alla cassa, pagava e otteneva una moneta bucata per ogni gelato che gli sarebbe stato consegnato, dopo la fatidica fila. Le monete venivano infilate in un astina di legno verticale e poi alla fine, quando era piena, riconsegnate alla cassa.
E i cimeli hanno fatto riaffiorare i ricordi di pezzi di storia cittadina. Con il non poco entusiasmo dell’assessore Ricci che, tra l’altro, ha raccontato un episodio molto significativo: “La Dandini durante un incontro di Caffeina ha chiesto al pubblico se la gelateria Chiodo esisteva ancora”.
E i familiari di Chiodo hanno confermato di ricordarsi di Serena Dandini che da ragazza andava a prendere il gelato nello storico negozio di via Roma. Come dire… un sapore indimenticabile.
Tanto che come nei giorni scorsi, come ha testimoniato Carlo Zucchetti, un esperto di enogastronomia, una signora italoamericana negli Usa, quando ha scoperto che era di Viterbo ha anche lei chiesto rassicurazioni sulla sopravvivenza di una attività importante come quella dei Chiodo.
Il sindaco Michelini, nel consegnare la targa allo storico artigiano, ne ha letto la motivazione: “A Pietro Chiodo per i suoi 106 anni. Per aver lavorato con vera passione per tanti anni valorizzando il centro storico con instancabile attività. Esempio per le nuove generazioni di attaccamento ed amore per la nostra città”.
Non è mancato il gelato di Chiodo. Questa volta preparato in casa dalle figlie di Pietro ed offerto agli ospiti.
Come sempre di poche parole Pietro Chiodo, a chi gli chiedeva della sua vita ha risposto lapidario: “Ho lavorato come un somaro. Ma se non avessi lavorato, sarei morto”. Come dire viterbese che più viterbese non si può. Ma anche una etica di vita chiara e limpida.
Auguri Pietro Chiodo!
Lupo Solitario
Nei commenti puoi mandare un augurio al 106enne Pietro Chiodo e ricordare il suo gelato che per anni ha allietato i palati dei viterbesi








