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“Il diritto non può non fare i conti con ciò che c’è in basso alla società”

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Paolo Grossi

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(e.c.) – “E’ un onore essere in questa giovane ma già importante università”.

Con queste parole ha esordito il giudice della Corte costituzionale Paolo Grossi, in occasione dell’inaugurazione del nuovo corso di laurea magistrale in Giurisprudenza.

Gremita l’aula magna del complesso San Carlo, tanto che molti degli studenti hanno ascoltato da fuori le parole del giudice.

Una persona carismatica, che ha voluto fortemente tenere in piedi la sua lezione perché, ha detto agli studenti, “voglio guardarvi negli occhi”.

“State camminando molto bene – ha affermato Grossi parlando dell’università della Tuscia – nonostante i pochi anni alle spalle. Le università piccole fanno recuperare il senso di comunità che c’era una volta. Perché, se alla base non c’è l’idea di comunità, l’università ha fallito”.

Poi il momento della sua lezione dal titolo “Sulla odierna fattualità del diritto”.

“La fattualità – ha spiegato – consiste nell’inseparabilità tra fatti e diritto, poiché sono i fatti che plasmano il diritto. I fatti sono innanzitutto elementi di una realtà naturale, ma sono fatti anche quelli di natura socio economica. Questi sono le forze che agiscono dal basso e premono sul diritto incidendo sulla natura umana”.

Perché “è proprio la comunità umana che ha generato il diritto”.

Grossi ha parlato della storia del diritto e l’ha analizzata fino ad arrivare ai giorni nostri. Ma il concetto più importante che ha sempre tenuto a sottolineare è che il diritto “non può non fare i conti con ciò che succede in basso alla società”.

“Il diritto moderno – ha approfondito – vorrebbe imporsi sui fatti cercando di prescindere da ciò che proviene dal basso della società”.

Per questo, nella sua evoluzione, Grossi ha parlato di quanto è stato importante arrivare al concetto di uguaglianza giuridica.

“Affermare che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge nella storia del diritto è stato un passo enorme” ha detto.

Ma un altro passo era importante fare, secondo Grossi, e se ne parla nel secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione italiana: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

“Per molto tempo si è cercato di fare del diritto una scienza pura, ma il diritto – ha spiegato ancora Grossi – è una scienza impura perché si trova sopra la nostra pelle. Il diritto è il vestito degli uomini e deve adattarsi al corpo economico della parte sociale bassa, altrimenti va stretto”.

Infine un messaggio di fiducia e di speranza agli studenti. “Questo  – ha affermato – è un momento di transizione, fatto quindi di movimento e mutamento.

Il compito del giurista diventa più difficile, ma allo stesso tempo più fertile. Dovete studiare e assorbire. Siate contenti e rimboccatevi le maniche. E abbiate delle buone orecchie per ascoltare dei buoni maestri”.

 


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