– Meglio tardi che mai. Con un ritardo di quasi un anno e dopo una lunga serie di rinvii, stamani è stato inaugurato il parco Robinson al Pilastro (fotogallery).
Se si è perso del tempo, almeno per una ragione non è passato invano: nel frattempo il consiglio comunale ha approvato l’intitolazione a Peppino Impastato e alle vittime della mafia e stamani il sindaco Michelini ha scoperto la stele, dopo il taglio ufficiale del nastro, in tandem con il suo predecessore Giulio Marini.
La pioggia ha dato una tregua, è spuntato il sole, l’atmosfera è allegra, come si addice per l’inaugurazione di un parco. Vecchia e nuova maggioranza insieme, si ride e si scherza e per poco il primo cittadino non si dimentica di scoprire la targa d’intitolazione, nel clima di generale euforia.
Glielo ricorda subito, prima ancora d’entrare nel parco, un collega giornalista e per rimediare, la scopertura avviene due volte, a beneficio dei fotografi.
E’ il primo cittadino a invitare Marini a tagliare insieme il nastro: “Io qui non ho fatto niente” gli dice Michelini. Sul prato tante bandierine tricolore, ricordano le vittime della mafia.
L’area verde era ormai da anni nel più completo abbandono, da quando a inizio ottanta è stata realizzata e stamani c’erano anche due “padri” del parco, Alvaro Ricci e Sergio Insogna. A capo dell’allora circoscrizione del Pilastro nel momento in cui l’area verde ha preso vita. “Poi è arrivato Buzzi – scherza Insogna – ed è successo il disastro”.
Se il recupero del parco è iniziato con Marini e l’allora assessore ai Lavori Pubblici Paolo Muroni e i nuovi amministratori sono arrivati quando ormai mancava solo al recinzione, al centrosinistra va il merito d’avere deciso l’intitolazione, con una mozione passata all’unanimità e proposta dai consiglieri Christian Scorsi, Melissa Mongiardo, Alessandra Troncarelli e Martina Minchella del Partito democratico.
Passati e presenti amministratori stamani si sono ritrovati, l’ex vice sindaco Giovanni Arena, anche se non c’era il suo successore, Luisa Ciambella.
Se c’erano i due addetti alla Cultura, Giacomo Barelli e Luigi Maria Buzzi, non si sono visti, invece, gli assessori ai Lavori Pubblici. L’ex Muroni e quello attuale, Raffaela Saraconi.
Durante la cerimonia d’inaugurazione, con diversi residenti ad assistere, anche una dimostrazione per chiedere giardini a misura di bambini, una petizione cui hanno aderito anche gruppi politici che fanno parte del consiglio comunale, come Viva Viterbo e Viterbo2020.
Giuseppe Ferlicca







