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Michelini sommerso dalle critiche

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Il consiglio comunale

Il consiglio comunale 

– “Il tempo delle promesse elettorali è finito”. Parola di sindaco.

Leonardo Michelini vede approvare le sue linee programmatiche a maggioranza, ieri sera in consiglio comunale, uscendo più o meno indenne da una pioggia di critiche dall’opposizione. Critiche in particolare sul forte ritardo con cui linee programmatiche sono state  presentate e per il poco o nulla, a detta dei consiglieri, fin qui fatto dall’amministrazione.

Una pioggia di critiche da cui il primo cittadino ha provato a ripararsi, intanto ricordando la delibera per nominare un amministratore unico a Francigena e l’avvio del procedimento per le ex terme Inps. “Non è merito diretto dell’amministrazione – spiega Michelini – ma da gennaio partono i lavori alla Superstrada nel tratto da Cinelli a Monte Romano, ci stiamo impegnando per fare le cose. Forse non le stiamo comunicando, lo faremo”. Ma la minoranza non si lascia convincere.

“Sono solo carta straccia. Le linee programmatiche arrivano dopo 119 giorni dall’insediamento del sindaco Michelini e 107 dal primo consiglio comunale”. La consigliera Viterbo2020 Chiara Frontini fa i conti del tempo che passa e boccia il programma presentato in consiglio.

“Disomogenee – dice Frontini –, un copia e in colla d’altri provvedimenti e che arriva fuori tempo massimo, forse perché il sindaco è stato impegnato a tenere le redini di una maggioranza troppo frastagliata. Sono solo carta straccia.

C’è poi un errore al capitolo agricoltura: i fondi PSR sono 2014-2020, non 2022 come scritto nel suo programma di governo. Forse vedere scritto 2020 era indigesto?”.

E se per Claudio Ubertini (Forza Italia), ci sono solo tante buone intenzioni, per Arduino Troili (Pd), le diciassette pagine del programma sono tante, ma possono essere anche poche. Lo dice il consigliere, prima di passare alle sue linee programmatiche per Bagnaia.

Da Fratelli d’Italia Luigi Maria Buzzi bolla il documento come troppo generico e in alcune parti incomprensibile: “Di concreto c’è solo la chiusura del centro storico entro Natale – osserva Buzzi – non si parla dell’artigianato, manca la delega alle Politiche giovanili e i Plus non sono menzionati”.

L’assessora Raffaela Saraconi, tirata in ballo replica, anche se non avrebbe dovuto.

Sui Lavori pubblici sono riportare poche righe, ma buone. “E’ un programma collegiale – osserva Saraconi – le linee sono sintetizzate. Fra le deleghe, la pulizia è quella che mi assorbe di più.

Non era il massimo la situazione e si è aggravata con l’estensione della raccolta differenziata, che ha richiesto personale da dirottare.

Ne ha sofferto un servizio già carente, senza contare che ogni giorno la stampa ci propina quotidianamente foto di discariche abusive”.

Sul parco Robinson una notizia: “Sarà inaugurato sabato 12 ottobre alle 16,30”. Giusto in tempo per l’arrivo della brutta stagione. I residenti sentitamente ringraziano.

Gianluca De Dominicis (Movimento 5 stelle) vede linee vaghe e vaste: “Fossero state presentate a inizio legislatura avremmo potuto capire – sostiene De Dominicis – ma oggi ci si poteva aspettare qualcosa in più.

A cominciare dall’arsenico. Poi il piano regolatore, che non c’è”.

Daniela Bizzarri (Pd), dal canto suo annuncia che si festeggia san Daniele: “La mia nipotina compie tre anni e quindi farò fioretto – spiega Bizzarri – in questi cento giorni abbiamo dovuto mettere le pezze ai buchi trovati, voi cinque anni fa, stavate facendo a capocciate per nominare gli assessori e in cinque anni non avete fatto niente”.

Mancato fioretto, ma la consigliera Pd non si dimentica di prendersela con la collega Frontini, rea d’avere criticato il programma del sindaco.

Sergio Insogna (Oltre le mura), rammenta invece che il documento programmatico non è un’opera omnia e si può implementare e migliorare: “Ed è stato sostenuto anche da Chiara Frontini al ballottaggio – osserva Insogna – se lo è dimenticato”.

Francesco Serra, capogruppo Pd, concede piena fiducia al sindaco: “Il programma è chiaro, i punti ci sono – osserva Serra – se per esempio parliamo di chiusura del centro storico, quest’operazione va a favore pure dei giovani e quando si parla di centro storico, non è solo quello del capoluogo, ma di tutte le frazioni”.

Mentre Gianmaria Santucci (Fondazione) ricorda che la città è delusa dall’operato fin qui visto da parte dell’amministrazione: “Dopo questi quattro mesi – spiega – i cittadini sono delusi e c’è malcontento. Non solo non c’è stata discontinuità, ma neppure continuità. Niente.

C’è una strana maggioranza dove l’assessore alla Cultura Barelli raccoglie le firme contro la chiusura del teatro Unione. Contro chi?”. Non contro l’ex sindaco Giulio Marini, che dall’opposizione sentenzia: “Il cambiamento rispetto al passato, tanto sbandierato in campagna elettorale non c’è stato”. Ma non si capisce bene dal suo punto di vista, se questo sia un bene o un male.

Giuseppe Ferlicca 

 


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