Viterbo – Una banca di prossimità, che vuole stare vicina alle imprese. Una banca le cui decisioni finali non vengono prese a Milano o all’estero, ma sul territorio. E’ questo il biglietto da visita di Banca popolare del Lazio, che nella stamattina, venerdì 25 ottobre, ha organizzato il convegno “La Banca popolare del Lazio al servizio delle Pmi della Tuscia” nella sala Regia del comune di Viterbo.
A tracciare le linee guida il direttore generale dell’istituto, Massimo Lucidi: “Siamo presenti nel Viterbese con due sportelli, uno nel capoluogo e uno nella città capoluogo: in tutto il Lazio ce ne sono oltre 50, di cui 13 solo a Roma. La banca deve saper fare il proprio mestiere sempre e soprattutto in un momento come questo deve essere vicino a chi ha un’idea e una prospettiva di sviluppo”
I lavori, ai quali ha portato il suo saluto il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini, sono stati moderati dal professor Roberto Nibaldi dell’Università della Tuscia. Tra i partecipanti il rettore Alessandro Ruggieri, il presidente di Unindustria Viterbo, Domenico Merlani, il presidente della Federlazio di Viterbo, Rino Orsolini e Lando Sileoni, segretario generale della Fabi (Federazione Autonoma Bancari Italiani).
Per Domenico Merlani “il titolo del convegno è di per se già un programma. Per gli imprenditori, in un momento di grande crisi come questo, è molto importante: il tessuto imprenditoriale locale, fatto di piccole e medie imprese, ha esigenze specifiche che si distinguono profondamente da quelle di una grande impresa. L’auspicio è quello di una sempre maggiore collaborazione tra il mondo delle banche e quello dell’impresa”.
“La Banca Popolare del Lazio – ha dichiarato il presidente della Banca Popolare Renato Mastrostefano – ha organizzato questo convegno per comunicare la vicinanza alle imprese locali, anche in un periodo indubbiamente difficile, e per sottolineare la funzione socio-economica di banca locale, pronta a supportare le aziende per contrastare la crisi e per valorizzare insieme quei segnali di risveglio, che si iniziano a percepire dal settore produttivo.
Il neo rettore ha invece puntato l’attenzione sul rapporto tra imprese, amministrazioni e università. “Dobbiamo rafforzare questo sistema per sviluppare progetti e far arrivare risorse. E posso garantire che dal 1 novembre, giorno della proclamazione a rettore, e per i prossimi sei anni il ruolo dell’ateneo della Tuscia sarà quello di essere parte integrante di questo territorio. Con un ruolo aperto e diretto”.





