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Inaugurato lo sportello di ascolto integrato

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Bruna Rossetti, presidente Confcooperative Viterbo

Bruna Rossetti, presidente Confcooperative Viterbo

Riceviamo e pubblichiamo – Nasce a Viterbo il Sai, lo sportello di ascolto integrato, un servizio gratuito, destinato a cittadini maggiorenni residenti nella città e nella provincia di Viterbo che affrontano condizioni di particolare disagio in ambito psicologico e sociale.

A istituirlo, il centro per gli studi criminologici (Csc). Il Sai è stato inaugurato questa mattina nella sede del Csc (Palazzo Grandori, Piazza San Francesco 2, Viterbo).

Presenti all’incontro, Riccardo Valentini, Consigliere regionale e capogruppo di Per il Lazio, il Presidente del Consiglio Comunale Filippo Rossi, l’Assessore alla cultura del Comune di Viterbo, Giacomo Barelli, la Presidente di Confcooperative Viterbo, Bruna Rossetti, il Presidente e il Coordinatore scientifico del CSC, rispettivamente Marcello Cevoli e Rita Giorgi, il Direttore della Fondazione Caffeina Cultura, Andrea Baffo, Paolo Dattilo, Coordinatore dello sportello S.A.I., e i consulenti scientifici e legali, Romeo Lippi e Massimo Pistilli.

“Il progetto – spiegano Cevoli e Giorgi – ha come finalità quella di offrire un supporto alle persone e orientarle alla risoluzione delle problematiche. I campi di intervento si rivolgeranno: alla tutela della persona (stalking, manipolazione psicologica, conflittualità familiare in presenza di minori), alle dipendenze comportamentali (patologia da gioco d’azzardo compulsivo, dipendenza sessuale da internet, dipendenza affettiva), alla tutela del lavoratore (mobbing, danni da stress lavoro-correlato/burn-out) e infine alla gestione della crisi socioeconomica (disoccupazione, Cassa Integrazione).

Il Sai – sottolineano il Presidente e il Coordinatore del CSC – sarà, inoltre, strumento utile a sensibilizzare la popolazione del viterbese circa tali fenomeni, fornendo strumenti atti a favorirne la riconoscibilità”.

“Il S.A.I. e l’attività del CSC – dichiara Bruna Rossetti, Presidente di Confcooperative Viterbo di cui il Centro per gli Studi Criminologici è una delle cooperative associate – sono la dimostrazione che la cooperazione può essere forte e valida in tanti settori dando delle risposte significative con progetti nuovi gestiti con professionalità di rilievo.

Un’iniziativa come lo Sportello di Ascolto Integrato – conclude la Rossetti – esprime infine un doppio valore: da una parte la voglia di continuare a fare impresa in un momento di crisi economica, dall’altra la volontà di diversificare collocandosi all’interno di un contesto associativo diverso andando incontro in maniera reale a esigenze che caratterizzano sempre di più il mondo dell’impresa che giorno dopo giorno deve affrontare situazioni di emergenza con risvolti psicologici per chi li vive sulla propria pelle. Risvolti talvolta drammatici”.

Confcooperative Viterbo 


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