– Fondi europei, per le imprese ci sono 235 milioni di euro per le start-up. Fondi su cui le imprese possono contare per innovare le reti, green economiy e accesso al credito (fotogallery).
Un’occasione nella Tuscia da cogliere al volo. Forse anche per questo stamani la sala conferenze della Camera di commercio era particolarmente affollata.
Associazioni di categoria e imprenditori venuti ad ascoltare e a confrontarsi con gli assessori regionali Guido Fabiani (Sviluppo economico) e Lucia Valente (Lavoro). Incontro moderato dal giornalista Luciano Costantini.
Non c’era il presidente della regione Nicola Zingaretti, che ha annullato tutti gli impegni in segno di lutto per la tragedia di Lampedusa, ricordata a inizio appuntamento dal presidente della Camera di commercio Ferindo Palombella.
Si parla d’innovazione, internazionalizzazione delle imprese, opportunità per il distretto ceramico di Civita Castellana. “Ma nella Tuscia – dice l’assessore Fabiani – ci sono zero start up. Invece è oltre i nostri confini che dobbiamo guardare, magari istituendo un premio internazionale di design, in grado di catturare anche un flusso turistico.
Io spenderei in eventi legati alla ceramica artistica, design, edilizia. Russia, Cina sono mercati aperti. Il settore agricolo e agroalimentare, poi, sono un’autostrada aperta”.
Nei piani della regione, la restituzione di otto dei dodici miliardi di debiti non pagati a imprese ed enti locali entro febbraio 2014 e la riorganizzazione delle società, ridotte nel numero e nei consiglieri, per un risparmio di sei milioni.
Quindi lo sblocco dei finanziamenti europei per 452 milioni, il taglio di quattrocento leggi obsolete, per svegliare una regione che ha lo stesso prodotto interno lordo di nazioni come Portogallo o Irlanda e maggiore rispetto all’Ungheria.
Poco prima, nel suo saluto, il presidente Palombella aveva rimarcato l’esigenza delle imprese d’essere ascoltate e aiutate nel loro lavoro per evitare gli ostacoli legati alla burocrazia, con una sfida che il Lazio deve raccogliere, legata all’Expo 2015.
Le imprese, dal canto loro, si rivolgono alla regione chiedendo aiuto per non chiudere: “Ogni giorno ricevo imprenditori – ricorda l’assessora Lucia Valente – mi chiedono interventi per andare avanti, le imprese non sono ferme”.
In un quadro tutt’altro che semplice, in cui cala la produzione e pure l’occupazione e dei 28.916 avviamenti al lavoro nella Tuscia nei primi sei mesi del 2013, solo 2994 sono a tempo indeterminato, mentre 19.487 sono a tempo determinato, 703 occasionale, 433 tirocini, 1337 lavori a progetto e 823 apprendistato.
“Alcune dinamiche vanno riviste – spiega l’assessora Valente – compreso il ruolo dei centri per l’impiego, che oggi si limitano a gestire le liste, dovrebbero accompagnare verso la ricollocazione al lavoro.
Un disoccupato dopo un anno ha problemi a reinserirsi. Va pensato un tirocinio formativo per giovani, sono loro stessi a chiederlo. Serve per acquisire competenze anche da inserire nel curriculum.
Con un grande sforzo siamo riusciti a garantire la cassa integrazione in deroga, ma su questo strumento sono un po’ critica. Si disincentiva la ricerca di nuova occupazione.
Vedrei meglio altre forme di assistenza al reddito e alla povertà”.
Dal canto suo il sindaco di Viterbo Michelini il Lazio deve cominciare a essere una regione, ogni territorio essere di stimolo, ma anche un’opportunità per l’altro.
“Devo dare atto alla regione – spiega Michelini – che con Zingaretti presidente si ragiona in modo diverso. Sulle terme ex Inps era stato messo in piedi in passato un procedimento in base al quale bisognava fare una società partecipata regione comune, poi il progetto e quindi l’appalto a privati.
Abbiamo deciso diversamente: la regione delega il comune per l’appalto. L’amministrazione diventa responsabile, se non si fa, la colpa è del sindaco. Non ci sono più alibi”.





