Riceviamo e pubblichiamo – Nessuno può sostenere che la sanità laziale non abbia bisogno di essere ricondotta a criteri di economicità. Ma è altrettanto vero che nessuno può affermare, che la strada della chiusura degli ospedali sia quella risolutiva, anche se mediaticamente redditizia.
Si ricorda che in questi ultimi anni, gli utenti afferenti a strutture esterne sanitarie all’ASL di Viterbo, sono aumentati dal 52% al 69%.
Noi vogliamo analizzare un fattore purtroppo trascurato e riguarda il nuovo atto aziendale e in modo specifico, i nostri ospedali, con il loro lento e inesorabile svuotamento dei propri contenuti.
Dopo gli ospedali faremo una riflessione sul numero assegnato di strutture complesse.
Ospedali:
P.O. di Civita Castellana
Con la politica praticata in questi anni, si è riuscito a trasformare l’ospedale di Civita castellana, considerato negli anni il fiore all’occhiello della sanità viterbese (Radiologia-Analisi-Dialisi-Rianimazione, Chirurgia-Medicina-ostetricia e ginecologia) in una struttura di fatto diversa. Si è privato il P.O., per iniziare, dell’ostetricia e ginecologia (magnifico reparto con ottimi operatori), mai partito il reparto di ortopedia e poi, degli elementi fondamentali per una corretta gestione della complessità diagnostica e terapeutica di pazienti che, con l’allungamento della vita media, presentano sempre più patologie complesse agli operatori sanitari e bisognosi di assistenza qualificata, che in altre strutture pubbliche della nostra provincia, fanno fatica a ottenere.
In questo nuovo atto aziendale si continua in modo subdolo a chiudere i reparti.
E’ sparita la struttura complessa di Chirurgia Generale. La stessa ora si chiama “Chirurgia d’Urgenza e week surgery”con trentotto posti letto (ventisei chirurgie generali e dodici chirurgie specialistiche). Ossia si farebbero interventi che durano cinque giorni e il sabato e domenica questo reparto sembrerebbe chiuso. Invece la chirurgia d’urgenza farebbe presupporre che si farebbero interventi di urgenza con alcuni posti letto. Si ricorda che la Struttura Ospedaliera dello S. Andrea a Roma ha sei posti letto di chirurgia di urgenza a fronte di un presidio di circa 700.000 persone. Ci domandiamo quanti posti sono riservati alla Chirurgia di urgenza di Civita Castellana con utenza di circa 70.000 abitanti?.
Del nuovo reparto di ortopedia che doveva essere istituito, non risulta niente. È una struttura complessa di ortopedia aggregata a Tarquinia?
La chirurgia dell’Obesità che ha tanto operato a Civita Castellana è sparita con un’U.O.Semplice solo a Viterbo.
E il piccolo reparto di Sub intensiva che tante persone ha salvato e che stava presso il Presidio che fine ha fatto?. Sull’atto non esiste più, però risulta una struttura complessa di anestesiologia. Almeno vi sono gli anestesisti nel Presidio??.
E il reparto di Medicina interna. Pure quello è stato declassato ad unità semplice dipartimentale con 56 posti letto.
Della Ostetricia e Ginecologia nemmeno la parvenza. Dai dati risulterebbe che 396 persone in attesa di un figlio, si sono portate verso altre strutture sanitarie non della provincia di Viterbo. Solo 86 donne sono ricorse alle nostre strutture.
Per ultimo vogliamo evidenziare che presso il P.O. di Civita Castellana non sarà più presente un Direttore Sanitario fisicamente come sede. La figura sarà inglobata nella figura del direttore del governo delle offerte presente solo presso i Distretti di Tarquinia e Civita Castellana. Il P.O. di Belcolle invece avrà un Direttore di Polo Ospedaliero. Non vogliamo sapere il perché, lo immaginiamo.
P.O. di Tarquinia
E’ sparita la struttura complessa di Chirurgia Generale. La stessa ora si chiama “Chirurgia d’Urgenza e week surgery”con quarantadue posti letto (diciannove chirurgie generali e ventitré chirurgie specialistiche). Ossia si farebbero interventi che durano una settimana e il sabato e domenica questo reparto sembrerebbe chiuso. Invece la chirurgia d’urgenza sembrerebbe significare che si farebbero interventi di urgenza con alcuni posti letto.
Anche a Tarquinia vi saranno dei P.L. di ortopedia in una struttura complessa di ortopedia aggregata a Civita Castellana?
E il reparto di Medicina interna. Pure quello è stato declassato a unità semplice dipartimentale con sessantanove posti letto.
Il reparto di Ostetricia e Ginecologia sembra, che sarà aggregato con quello di Civitavecchia (pure questo con il tempo sparirà).
Per ultimo vogliamo evidenziare che anche qui presso il P.O. non sarà più presente un Direttore Sanitario: La figura sarà inglobata nella figura del direttore del governo delle offerte presente solo presso i Distretti di Tarquinia e Civita Castellana. Si evidenzia inoltre che presso detto Distretto vi saranno l’UOC di Medicina Legale e l’UOC delle Dipendenze. Non capiamo perché la sede non sia al centro a Viterbo.
Distretti
I distretti da cinque sono diminuiti a tre (questa riduzione secondo noi, troppo tardi compiuta, ci trova in accordo con la Direzione Generale). Non siamo invece d’accordo su due delle tre sedi dei Distretti A e C. Le sedi di Montefiascone e di Vetralla sono inadeguate anche perché prive di Polo Ospedaliero e vicinissime come distanza alla sede centrale A.
I Direttori di Distretto da uno diventano in numero di tre con relativa Struttura complessa. Già non si riusciva a dialogare con uno, sarà impossibile dialogare con tre e gli stessi, tra di loro.
Strutture semplici
Come già dichiarato nella riunione con La Direzione, siamo contrari alla nuova individuazione di una Struttura Semplice dipartimentale di coordinamento sociale.
Gli operatori del sociale come tutti gli altri operatori professionali del comparto, facevano parte del Servizio delle Professioni che una normativa Nazionale individuava che solo il Direttore doveva avere una Struttura semplice. Giacché presso quest’ASL ciò avviene, ci sembra illogico assegnare una struttura Semplice Dipartimentale al Servizio sociale che ha in forza solo circa quarantotto unità. Se si segue una logica, tutte le professioni con numeri di operatori e presenza superiore a un minimo, pertinenti al Servizio delle Professioni, dovrebbero avere un Dirigente con una Struttura Semplice (vedi Tecnici di Radiologia, vedi tecnici di Laboratorio analisi, Ostetriche ect).
Considerazioni sindacali
Le novità introdotte con la proposta di Atto Aziendale dell’AUSL di Viterbo di fatto ruotano essenzialmente su una serie di tagli che si sostanziano su tre obiettivi: 1) sulla riduzione del numero di Strutture Complesse ospedaliere; 2) sul ridimensionamento del numero di Distretti Sanitari, prevedendo così tre Distretti con nove Direttori, declassando, di fatto – non solo nominalmente – gli Ospedali di Civita Castellana e Tarquinia.
Dopo tanti anni si torna a criticare l’atto aziendale dell’Asl di Viterbo. Innanzitutto le lamentele si concentrano sul pochissimo tempo a disposizione per la disamina del documento: “Appena cinque giorni, per l’esame di un atto complesso e con ricadute importanti per il diritto alla salute dei cittadini sono obiettivamente pochi”. Il nostro giudizio negativo per primo si sposta su alcuni rappresentanti locali. E’ una cosa gravissima, SPERIAMO DI NO, che i sindaci di cui il sindaco del Comune di Civita Castellana ancora non si siano espressi in merito. Rimane comunque il fatto che, nonostante le penetranti modifiche, che si stanno avendo a livello di strutture, in particolar modo sull’assetto del nostro ospedale, i nostri Amministratori locali continuano a dormire sonni profondi, preda di una letargia inaccettabile”. Ecco le osservazioni nel merito sull’atto aziendale: “Secondo la Regione il nostro nosocomio è una delle strutture più funzionanti della provincia e la sua vocazione è quella medica e traumatologica, in ragione della sua collocazione geografica, assolutamente strategica. Eppure si è deciso di declassare, da struttura complessa a semplice, proprio MEDICINA perdendo, peraltro, l’Ortopedia aggregandola con Tarquinia come unica UOC. Sono, infatti, previste un’unità complessa a Viterbo e una semplice della Chirurgia del Ginocchio. . Non si comprende quindi il perché del declassamento invece del logico rafforzamento. Sul Dipartimento Percorso Nascita, nello specifico Ginecologia e Pediatria. Rileviamo la mancanza, ancora una volta, di un’unità operativa, sia complessa, o sia semplice o sia dipartimentale di una Struttura di OSTETRICIA E GINECOLOGIA presso la Struttura di Civita Castellana (ex fiore all’occhiello di tutto il Viterbese) poiché la Struttura di Tarquinia sarà aggregata a quella di Civitavecchia. Vogliamo ricordare che ben 396 donne del viterbese sono andate a partorire in strutture esterne alla nostra ASL, (solo ottantasei finora l’hanno fatto). Come si concilia una tale macroscopica assenza in relazione ad un ospedale, il nostro, che pure, almeno a parole, riceve considerazione da parte del Governo regionale?”. Chi si occupa di salute pubblica, deve confrontarsi con patologie concomitanti, per cui l’assenza di una rianimazione, di un’ortopedia o la presenza di servizi specialistici rabberciata, non sono ammissibili a fronte dell’incalzare di richieste di alto profilo professionale nei due P.O. periferici.
Giacché:
Gli Ospedali di Civita Castellana e Tarquinia hanno tuttora le professionalità e le capacità di offrire un’assistenza di alto profilo, ma svilita dai tagli e dalla continua preoccupazione che colpisce tutto il personale sanitario per l’incertezza sul futuro “a chi giova il lento declino delle nostre strutture?” La risposta è una sola “tanto più il pubblico scivola verso l’inefficienza, tanto più il privato ne trae giovamento e migliora gli utili”. Nella nostra provincia sono presenti ben17 strutture private con 1967 posti letto accreditati a fronte dei posti letto pubblici di circa 684.
Tra gli effetti collaterali che si lega al lento declino, è l’allungamento delle liste di attesa, dovuto alla riduzione delle attività specialistiche, tutto a vantaggio dei privati e dei medici in attività di intramoenia, alla quale i pazienti sono costretti a rivolgersi per avere prestazioni che un tempo si ottenevano anche quotidianamente nei nostri ospedali.
Non si taglia o si declassa un ospedale e un servizio che funziona e che garantisce utili all’azienda sanitaria. La sanità pubblica non si gestisce con le forbici ma con il buon senso.
In quest’Atto critichiamo:
Che non si è andati più a fondo sulle Strutture Complesse, a cosa servono settantanove Dirigenti Apicali. Se veramente si vuole risparmiare, si dovrebbero solo garantire come UOC i Dipartimenti Ospedalieri (4), i Dipartimenti Territoriali (2), i Distretti (3), l’Area Tecnico Sanitaria (4) e l’Area Tecnico Amministrativa (5) in numero totale di diciotto Strutture Complesse a fronte delle settantanove programmate.
Agli utenti non importa se la cura è eseguita da settantanove Direttori, importante per l’Utenza è la presenza nei reparti e sul territorio di un numero ottimale di Medici, infermieri, terapisti e altro.
Con i costi di queste riduzioni (ben sessantuno in meno con un importo di circa 6 milioni di euro/annuo) si potrebbero assumere altri 175 infermieri o 200 OSS o 135 medici, con un servizio ottimale che farebbe rientrare parte del 69% di utenza che afferisce fuori dall’ASL.
Perché non si è tenuto conto di assegnare i sedici posti letto alla Psichiatria, come da normativa Regionale, giacché ora sono solo presenti solo otto posti letto. Sarà perché i pazienti psichiatrici non vanno a votare, diceva un famoso psichiatra.
A che serve l’UOC complessa di Psicologia, quando in tutti i Dipartimenti già vi è la presenza di bravi psicologi.
A che serve l’UOSD di Coordinamento Sociale se già presente un Responsabile a livello ASL.
A che serve fare due strutture complesse tecniche e amministrative e poi darle in gestione come consulenza alla ROMA D sede di Civitavecchia? Le nostre risorse interne sono inadeguate??.
Vi sono molte UOC che potrebbero essere trasformate in tante UOS con diretto coinvolgimento dei Dirigenti all’assistenza degli utenti.
In questa asl abbiamo più capitani che operatori.Su circa 616 Dirigenti 223 hanno una struttura semplice o complessa. A voi la percentuale????
F.M. Perazzoni FSI Area Nord (Ausl Rieti/Viterbo)
