– Il presidente Marcello Meroi ha presieduto questa mattina a Viterbo, nella sala del Consiglio provinciale, il convegno organizzato dal Cal (Comitato delle autonomie locali del Lazio) dal titolo “Una proposta per una nuova governance per le comunità locali del Lazio”, che ha visto la partecipazione del presidente del Cal, Donato Robilotta, del vice presidente, Bruno Manzi, del consigliere regionale Daniele Sabatini e di una rappresentanza di sindaci dei Comuni del territorio. Si tratta di uno dei vari incontri che il Cal ha indetto nelle varie province laziali per discutere in merito ai progetti di riforma del Governo Letta, destinati ad incidere pesantemente sul riassetto complessivo della pubblica amministrazione.
Meroi è intervenuto nella doppia veste di presidente della Provincia di Viterbo e di presidente di Upi Lazio. “Con il termine autonomie locali – ha esordito – si intendono tutte quelle realtà istituzionali ed amministrative, direttamente elette dai cittadini. Organi democratici che, nonostante i tagli imposti dalla spending review, continuano a mantenere pressoché inalterata sul territorio la qualità dei servizi. Negli ultimi anni, l’organigramma delle autonomie locali previsto dalla Costituzione, è stato oggetto di ripetuti e fallimentari tentativi di riforma, tutti naufragati per evidenti vizi di incostituzionalità. Le Province sono stati gli enti che hanno risentito di più del clima di demagogia che, attraverso una cattiva informazione, è stato alimentato nel Paese. Più volte, ed in ripetute circostanze è stato dimostrato come le esigenze di risparmio e la lotta agli sprechi, anziché andare a colpire le tante strutture obsolete e realmente inutili che ancora pesano sull’apparato pubblico, vadano a penalizzare quegli Enti, come le Province che, pur fra difficoltà di ogni tipo, riescono a fornire risposte al territorio”.
“Le autonomie locali non devono farsi la guerra fra loro, ma remare nella stessa direzione – ha ricordato Meroi -. I Comuni sono sulla stessa barca delle Province, con trasferimenti ridotti all’osso, tagli sempre più imponenti, vincoli di spesa eccessivamente rigidi. L’eventuale soppressione delle Province, come ha dimostrato anche uno studio commissionato dall’Upi all’Università Bocconi, oltre a comportare un aggravio di costi legati al trasferimento di competenze, personale, utenze ai Comuni, andrebbe a caricare di maggiori oneri e competenze i sindaci e gli amministratori comunali, fino ad oggi aiutati nella loro azione proprio dal ruolo di coordinamento svolto dalle Province. Serve una corretta informazione fra i cittadini, troppo spesso ingannati da una demagogia venduta a buon mercato. Per questo è importante unire le forze e come Cal portare avanti una strategia unitaria, rivolta a combattere i veri sprechi, proponendo riduzioni di spesa che non vadano ad inficiare la qualità dell’offerta”.
“Sono d’accordo con Francesco Chiucchiurlotto dell’Anci sulla necessità di rivederci a breve per elaborare un progetto condiviso di cui peraltro il Cal ha già una prima stesura – continua il presidente Meroi -. Ma va comunque chiarita una cosa: anche in sede Upi, quando si ragiona sul decreto Delrio e sulla sua proposta di riordino degli Enti locali noi individuiamo sempre l’anello debole della catena di rapporti interistituzionali. Quando molti ex sindaci o ex amministratori sono stati eletti in Parlamento tutti abbiamo pensato che si sarebbero fatti portavoce degli interessi legittimi rivendicati dalle comunità locali a cui anche loro appartengono e di cui sono espressione. Io stesso, così come gli altri presidenti di Province, mi sono rivolto ai parlamentari del territorio chiedendo il loro sostegno nell’azione di contrasto a provvedimenti di dubbia validità, motivati soltanto dalla demagogia. Purtroppo però i parlamentari una volta eletti sembrano rispondere soltanto ai capigruppo che impongono l’orientamento del voto sottostando alle pressioni di una stampa che sembra aver individuato nell’eliminazione delle Province la soluzione per tutti i mali del Paese”.
“Il problema, dunque, è esclusivamente politico – conclude Meroi -. I partiti devono, infatti smetterla di spacciare questo taglio inutile, dannoso, costoso e demagogico, che tentano di contrabbandare come la panacea di tutti i mali della pubblica amministrazione, anche se ormai è chiaro che il solo trasferimento di personale e competenze dalle Province ai Comuni e alle Regioni comporterebbe un aggravio notevole di costi. Quello della soppressione delle Province è un problema politico che devono chiarire e superare i partiti, dato che a livello parlamentare non si risolverà mai”.
