Viterbo – “L’arte contemporanea nasce da ciò che è nella mente dell’artista: è qualcosa di diverso di una rappresentazione, anche se rimane il barlume della rappresentazione. Non deve dare indicazioni, ma deve far riflettere: è un po’ come il sasso gettato nello stagno che genera cerchi concentrici diversi tra di loro, così il pensiero (o l’intuizione dell’artista) da vita a riflessioni più ampie”.
A dirlo è Claudio Strinati, uno dei maggiori storici dell’arte italiani, ospite nella mattinata di mercoledì 30 ottobre presso la sede della Fondazione Carivit, a Viterbo.
Ad organizzare l’incontro l’associazione “Donna olimpia”, presieduta da Maria Elena Piferi. Strinati, davanti ai ragazzi del Liceo artistico statale di Viterbo, ha tenuto una lectio magistalis su “I linguaggi dell’arte contemporanea”, catturando per oltre un’ora l’attenzione degli studenti.
Dagli storici dell’arte – ha ricordato Strinati – “Cezanne è considerato il padre dell’arte contemporanea e non a caso Picasso di definiva suo allievo. Nell’arte contemporanea, anche se si rappresentano gli esser umani, si rappresentano delle forme e si lascia spazio appunto alla riflessione di chi l’opera la fruisce. La modernità, del resto, è anche sfiorare argomenti mai toccati fino a quel momento”.
Tutti gli artisti moderni “sono figli dell’Ottocento, che aveva prodotto l’idea dell’integrazione universale e alla possibilità di incontrarsi davvero tutti. Basti pensare alle grandi esposizioni internazionali e al simbolo visivo più evidente che hanno lasciato: la Tour Eiffel.
E’ un simbolo della modernità, e della modernità ha il concetto di non rappresentare niente di definito e per questo oggetto di studio. Di qui si arriva direttamente a Picasso, secondo cui per rappresentare bisogna scomporre e ricomporre. Era molto conscio del fatto che la rappresentazione del reale ormai non era più appannaggio dei soli artisti, ma anche di un nuovo strumento che allora si affacciava sulla scena, il cinema”.
L’artista, quindi, da quel momento in poi diventa non più quello che rappresenta, “ma colui che indica, applicando il principio aristotelico della potenza-atto”.
Al termine della lezioni gli studenti hanno visitato la mostra “Arte e fede” di Roberto Joppolo allestita a Palazzo Papale: ad accompagnarli lo stesso Strinati, che già si recò a Viterbo per l’inaugurazione.
