– Ha vissuto l’incubo di ogni uomo: le sue due ex “coalizzate” contro di lui e una che lo “tempestava” di messaggi con insulti. Finché non l’ha denunciata.
La raffica di sms sarebbe andata avanti dall’agosto all’ottobre del 2009. Molestie al contrario: per una volta sarebbe stata l’ex fidanzata ferita a cercare ossessivamente quello che, fino a poco tempo prima, era il suo compagno.
Lui, un bell’uomo sulla sessantina, elegante e distinto, ricorda tutto per filo e per segno: “Il 21 agosto del 2009 sono stato aggredito in pieno centro a Viterbo – ha raccontato ieri in aula -. Ero al Corso, accompagnato da una signora, quando si sono avvicinate le mie due ex fidanzate che hanno cominciato a inveire contro di me”. Per quell’episodio, il 60enne sporge denuncia e trascina in tribunale le due donne, che vengono assolte. Alla sfilza di messaggi, segue un’altra querela a una sola delle due ex, che ribatte con una serie di controdenunce, sfociate in altrettanti procedimenti penali. Una guerra giudiziaria reciproca e senza esclusione di colpi. E ce n’è anche per l’altra ex, anche lei denunciata per altre vicende e che, a sua volta, ha denunciato.
Ieri, però, toccava a lui testimoniare. A suo dire, i messaggi arrivano da tanti numeri diversi, mai da quello dell’imputata. Ma, per il 60enne, è come se ci fosse la sua firma. “Guarda caso – aggiunge – gli sms provenivano sempre dai cellulari di persone vicine a lei: la fidanzata del figlio, persino dal telefono del padre defunto. E poi facevano riferimento a cose che solo noi due potevamo conoscere”.
La maggior parte, comunque, erano insulti: verme, bugiardo, maiale e via dicendo. Più qualche sprazzo improvviso di dolcezza, in cui l’uomo veniva chiamato “amore”. Messaggi partiti, anche in questo caso, dal cellulare della fidanzata del figlio che, in aula, conferma.
Il processo continua a novembre.
