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Riceviamo e pubblichiamo – Le indiscrezioni sui contenuti della legge di stabilità continuano a preoccuparci.
Si continua a parlare di blocco totale della rivalutazione delle pensioni di importo superiore a sei volte il minimo (3mila euro lordi mensili, non certo pensioni d’oro, ma pensioni frutto di decenni di lavoro e di contributi).
Si prospettano nuovi tagli nella sanità e l’introduzione di ticket per la specialistica e gli esami.
Non è chiaro se la riduzione del cuneo fiscale riguarderà anche i pensionati. Non è chiaro come sarà articolata la nuova Service tax.
Servono misure per il lavoro, con una forte riduzione del cuneo fiscale sul lavoro e anche sulle pensioni. Servono misure per i giovani. Ma non si possono dimenticare i pensionati che in questi anni hanno visto ridurre fortemente il proprio potere d’acquisto e contemporaneamente hanno svolto una fondamentale funzione di ammortizzatore sociale all’interno delle famiglie, con aiuti economici e sostegno al lavoro di cura nei confronti di bambini e congiunti non autosufficienti.
Nessuna ripresa dei consumi interni sarà possibile se si continuano ad impoverire le persone anziane, che rappresentano il 20% della popolazione del nostro paese. Così come non sarà possibile favorire un invecchiamento sano ed attivo se si continueranno a tagliare l’assistenza sanitaria e sociale e non si investirà nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nella presa in carico delle patologie croniche.
È giunto il momento di un deciso cambio di passo nelle politiche del nostro paese, che abbia al centro il lavoro; la riforma fiscale per ridistribuire risorse al lavoro e alle pensioni e aggredire in modo deciso evasione ed elusione; la riforma della spesa pubblica, per eliminare sprechi, corruzione, privilegi e per garantire appropriatezza, efficacia, efficienza dei servizi e delle prestazioni.
Franco Palumbo
Segretario generale Uil Pensionati
