- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

L’impero di Sacconi e Galanti sotto la lente della finanza

Condividi la notizia:

Alessio Sacconi

Alessio Sacconi

La guardia di finanza

La guardia di finanza

ViterboC’è l’impero della famiglia Sacconi sotto la lente della guardia di finanza.

Il sequestro preventivo da 9 milioni di euro, accordato dal gip del tribunale di Viterbo, ha congelato le proprietà di quattro imprenditori edili viterbesi, indagati per evasione fiscale.

Si tratta di Mauro Sacconi, dei suoi figli Simone e Alessio e di Fabio Galanti.

Proprio quest’ultimo, secondo le indagini degli uomini del nucleo di polizia tributaria della finanza, si sarebbe adoperato per trasferire all’estero la sede di una società edile riconducibile ai Sacconi.

Il patrimonio di quella stessa società sarebbe stato svuotato tramite la costituzione di una fitta galassia di altre società e la cessione fraudolenta di beni mobili e immobili, secondo la finanza.

Dopodiché, la sede è stata trasferita prima a Grosseto e poi negli Stati Uniti.

L’indagine delle fiamme gialle inizia nel 2008. Dal 2009 al 2013, non c’è traccia di dichiarazioni dei redditi. Eppure la società è in piena attività.

Accedendo alle banche date degli istituti di credito, i finanzieri trovano proprietà riconducibili ad attività mobiliari e immobiliari per oltre 5,5 milioni di euro. Titoli estremamente volatili, il cui valore reale sarà accertato solo attraverso un’analisi dettagliata dei conti, uno alla volta.

A quei 5 milioni e mezzo di euro, oggetto di sequestro preventivo per equivalente, se ne aggiungono altri 3 corrispondenti al valore dei 20 appartamenti di una società partecipata di due indagati. Alloggi eleganti. Zona centro. Con 12 posti auto e aree pertinenziali e costruiti con materiali di pregio. Alcuni in uso ai soci degli indagati; altri affittati a privati.

Nessuno sarà svuotato: il sequestro preventivo della finanza è al tempo stesso reale e virtuale. Un’ipoteca sul futuro degli indagati che, di fatto, continuano ad avere i beni immobili nella loro disponibilità, seppur “congelati”. Non potranno né venderli, né disfarsene, in attesa che l’indagine faccia il suo corso.

Perquisito anche il paradiso dei Sacconi sulla Cassia Sud: due ville (una concepita come una specie di castello) immerse in centinaia di ettari di verde con annesso allevamento di cavalli arabi. Ma, almeno per ora, il sequestro preventivo non si è esteso anche alla maxi tenuta, sulla quale, comunque, continuano gli accertamenti dei finanzieri, già in parte risaliti alle società intestatarie.

Il provvedimento dei giudici parla di “assoluta indifferenza delle regole poste alla base dell’ordinamento tributario e alle regole della concorrenza, tanto da danneggiare le imprese oneste nell’aggiudicazione delle commesse private e pubbliche nel settore delle costruzioni e dei lavori edili”.

I nomi di Mauro Sacconi e Fabio Galanti erano già noti alle cronache giudiziarie. Nel dicembre 2012, erano stati condannati entrambi per la vicenda Edil Market. Il processo sul crack milionario della società che gestiva l’acquedotto di Marina Velka si era conclusa con quattro condanne su sei in primo grado. A Sacconi, amministratore di fatto di Edil Market, la pena più alta: sei anni di reclusione contro i nove chiesti dal pm Franco Pacifici. Tre anni e mezzo alla moglie Giovanna Trapè, socia di Edil Market. Galanti, invece, era stato condannato a quattro anni e mezzo in quanto legale rappresentante della società Sogeca. 

L’accusa era bancarotta fraudolenta documentale e per distrazione. La somma complessivamente distratta, causa del crack, ammontava a due milioni di euro.


Condividi la notizia: