– Un animale da palco, ma un “bradipo” con le nuove tecnologie.
E’ così che si autodefinisce Marco Mengoni. Il cantante 24enne di Ronciglione, lanciato da X-Factor e Sanremo, si racconta in una lunga intervista a Repubblica, incentrata sul suo rapporto con smartphone e social network.
“Non sono stato particolarmente attratto dalle nuove tecnologie – dice il giovane artista a Ernesto Assanti di Repubblica -. Io rimango dell’idea che sia bello guardarsi negli occhi quando ci si parla e non essere dietro a uno schermo”.
Ma nella società del web 2.0, un compromesso va trovato per forza. E Mengoni si sta impegnando. “Capisco che le nuove tecnologie siano una cosa positiva per la comunicazione, e che servano a molte persone per vincere la paura di un faccia a faccia. Mi sto avvicinando sempre più, quindi, anche a queste cose, ai social network in particolare. Ma di certo non arriverò a stare collegato ore e ore”.
Snobbismo? Tutt’altro, precisa il cantante. Forse più noia… “Non mi diverte far sapere agli altri cosa ho mangiato oggi o far vedere la foto del solito gattino – spiega -. Leggo, osservo, se ho qualcosa davvero da condividere scrivo, o segnalo una musica, una poesia, un libro. Con queste tecnologie sono un bradipo, mi adatterò, ma con lentezza…”.
A Mengoni, più che le nuove tecnologie, interessa mantenere un contatto solido col suo pubblico quando suona dal vivo. ” Per me è la cosa più fica che c’è… Ogni sera quando salgo sul palco per me è l’ultima volta, e quindi cerco di dare tutto, di sgolarmi, di triturarmi le mani sulla chitarra”.
Da musicista vecchio stampo quale è, tra digitale e analogico, preferisce di gran lunga il secondo. “Il calore è diverso”, spiega. Ama il vinile, ma non dice no alla musica scaricata da iTunes.
“Non mi ritengo un artista, non lo sono – concluce -. Sono sicuramente un impiegato della musica, non mi posso attribuire una definizione così importante. Sono un impiegato che dignitosamente fa il suo lavoro, al meglio delle sue possibilità”.
