Riceviamo e pubblichiamo – E’ veramente diventato un gioiello di rara bellezza l’antica torre chiamata dell’orologio, la quale restaurata qualche anno fa, è diventata meta continua di turisti e residenti, che ogni domenica, salgono su per la scalinata in ferro per poi risalire sulla stretta scala a chiocciola fin sopra la sommità dell’antico cimelio storico.
Una antica torre di avvistamento dalla forma ottagonale su base quadrangolare, facente parte dell’antico castello oramai scomparso e che ha resistito all’usura del tempo e dei secoli, mantenendo intatta la sua originalità, costruito secondo tradizione con materiali provenienti dalle rovine dell’antica città etrusca di Bisenzio.
Restaurata al suo interno, la torre offre dei piccoli ed antichi attrezzi usati per la pesca, dai contadini, bifolchi e le categorie di lavoratori del passato ed anche foto storiche e recenti dei partecipanti alle Passate in onore della madonna santissima del monte.
Un tuffo nel passato questa antica torre di avvistamento, che dati alla mano è più visitata dai turisti che dai martani, chiusa per decenni e off-limits a tutti, da qualche anno è ritornata visitabile. Una volta arrivati alla sommità della torre, il visitatore resta veramente estasiato nel vedere una bellezza infinita del lago, le sue isole e tutti paesi rivieraschi, una vera gioia non solo per gli occhi ma anche interiore e sembra che allungando le mani, si possa toccare la barca o i pescatori accinti a gettare le reti.
Grande professionalità e preparazione è mostrata dalla protezione civile di Marta, che custodisce l’antico cimelio, seguendo ed accompagnando i turisti nel salire e scendere le piccole scalinate, costruite tanti secoli fa e dove ancora si vedono i segni del passaggio dei soldati ed i colpi di picconi nelle antiche arcate che portano fino sopra la torre.
Le visite alla torre, ogni domenica, sicuramente favorite dal bel tempo, si moltiplicano e sono gli stessi turisti con un passa parola, ad invitare la gente a prendere a visitare questa antica struttura dove per millenni, stazionavano le sentinelle, per scrutare dall’alto di questa posizione, tutto il circondario del lago di Bolsena, seguire gli spostamenti degli eserciti e dare l’allarme in tempo di invasioni.
Un punto strategico è anche il piazzale sottostante la torre, gli anziani raccontano, che durante l’ultima guerra, i tedeschi avevano allestito in questo altissimo luogo, una postazione contraerea che dominava tutto il lago e molti aerei alleati che sorvolavano la zona, furono abbattuti inabissandosi nelle profonde acque del lago, un lago che racchiude ancora tanti corpi di sodati sfortunati e ordigni bellici che a causa delle forti correnti interne alle acque ogni tanto riaffiorano con il loro carico di morte.
Danilo Piovani
