– Si è svolta la giornata di studio “Verso un piano strategico per la città di Viterbo: strategie di sviluppo e strumenti” promossa dalla sezione locale dell’Istituto nazionale bioarchitettura in collaborazione con il Comune di Viterbo tenutasi presso la sala regia di Palazzo dei Priori l’8 ottobre.
L’incontro è stato l’occasione per riflettere sulle modalità di rilancio dell’economia locale e sulla ricerca di nuovi percorsi di sviluppo orientati ad una valorizzazione delle risorse ambientali, culturali e storiche che possono rappresentare una opportunità per migliorare la competitività economica e quindi la vita dei cittadini.
Ad aprire i lavori i saluti del sindaco Leonardo Michelini che ha evidenziato ancora una volta le grandi potenzialità culturali storiche ambientali e paesaggistiche offerte dal nostro territorio che possono essere messe a sistema proprio attraverso la costruzione di un Piano Strategico.
L’assessore all’Urbanistica Alvaro Ricci ha sottolineato la necessità per Viterbo di avere finalmente un piano d’indirizzo che programmi lo sviluppo della città in maniera concertata con tutti i soggetti istituzionali, economici, culturali, sociali e i cittadini.
Incentivare il riuso invece del consumo di suolo, l’ambiente (con il gravoso problema dell’arsenico), il termalismo, l’interporto di Civitavecchia e quindi il completamento della superstrada, il rilancio del centro storico, ma anche la costruzione di un consorzio tra i comuni della cassia da Viterbo a Siena, potranno essere occasione di confronto e discussione di un futuro Forum per Viterbo. Ha anche ipotizzato nella sede del Bic Lazio a Valle Faul il luogo per i futuri incontri.
Presenti inoltre per l’amministrazione comunale: l’assessore alla Cultura Giacomo Barelli, l’assessore allo Sviluppo Economico e Termalismo Antonio Delli Iaconi, e l’assessore alla Valorizzazione ambiente e Parchi Raffaella Valeri.
Per la Regione Lazio era presente il Consigliere Enrico Panunzi e l’assessore all’Urbanistica Michele Civita che ha ribadito come il Ps colmi ormai la necessità di condividere i programmi di sviluppo di un territorio con la comunità attraverso la costruzione di tavoli di confronto da tradurre poi in piani attuativi.
Ha inoltre ricordato che l’accordo della Regione Lazio con il MiBac per il Piano casa e quindi anche il futuro Piano paesaggistico saranno l’ occasione per indirizzare la politica di sviluppo della nostra regione verso scelte più compatibili con il patrimonio ambientale storico e culturale.
La filosofia dell’ascolto dei luoghi ma anche delle persone per comprendere la vera identità e i caratteri di una realtà territoriale è stata al centro della relazione di Paolo Portoghesi.
Il professore ha ricordato inoltre la particolarità che ha Viterbo, città territorio policentrica, di avere all’interno delle sue mura (praticamente intatte) la bellezza e la ricchezza del tessuto urbano integrata da aree destinate a verde (una volta a carattere agricolo rurale) di grande pregio come Valle Faul, sicuramente da preservare e valorizzare. La cinta muraria ha proseguito il Professore, che oggi separa la città storica dalla periferia, purtroppo anonima come quella di tutte le città d’Italia e del mondo perché frutto di una progettazione incapace di relazionarsi con l’identità il paesaggio e la storia, racchiude invece una rete di percorsi (chiaramente pedonali) da valorizzare anche attraverso il recupero di immobili comunali da destinare ad attività culturali.
La magistrale relazione del Prof. Arch. Fusco Girard Direttore dell’Istituto Interdipartimentale in Urbanistica “ Calzabini” dell’Università Federico II di Napoli, ha messo in evidenza la necessità di promuovere lo sviluppo di questo territorio valorizzando e mettendo in sinergia le tante “tipologie di paesaggio” esistenti: ambientale, ecologico, economico, culturale, storico, ambientale. Il piano strategico potrà essere lo strumento che permetterà di conservare e gestire la ricchezza della città, occasione per valorizzare la creatività dei suoi abitanti, ma anche momento di formazione e di discernimento critico.
Il presidente del Forum Piano Strategico di Rimini nonché vicepresidente della Fiera di Rimini, Dott. Maurizio Ermeti ha portato la testimonianza di quanto dal 2007 ad oggi è stato fatto per la costruzione di una delle più riuscite esperienze di processo di programmazione dello sviluppo futuro della città basato sulla partecipazione, sulla discussione e sull’ascolto. Fondato inizialmente da un comitato composto da Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio Rimini, una Commissione scientifica con docenti dello IUAV e dell’Università di Bologna, nel 2008 vede la costituzione del Forum con l’adesione di 72 associazioni: ambientaliste, economiche, sociali, culturali, economiche, sportive, ecc.., a queste si aggiunge successivamente il Forum giovani.
A conclusione dei lavori l’intervento del Vice Presidente dell’Istituto Nazionale Bioarchitettura arch. Giovanni Sasso che ha illustrato il ”Regolamento Volontario per la Bioedilizia” del Comune di Rimini in vigore dal alcuni anni, che anche grazie agli incentivi, ha permesso la realizzazione di interventi di pregevole qualità architettonica, ecologica ed a vocazione sperimentale. A chiosa l’architetto ha illustrato inoltre un recente intervento di rigenerazione urbana ubicato nella città di Rimini costituito da 110 alloggi di cui il 64% di proprietà pubblica, il 36% di proprietà privata, tutto realizzato con criteri di bioarchitettura.
Erano inoltre presenti tra l’attento pubblico rappresentanti dell’Università, del Comune, degli Enti e delle Associazioni patrocinanti.


