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“Puntare il dito contro Province e Comuni è disonesto”

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Il presidente della Provincia Marcello Meroi

Il presidente della Provincia Marcello Meroi 

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del presidente della Provincia di Viterbo e presidente dell’Upi Lazio, Marcello Meroi, durante il convegno di questa mattina dal titolo “Nuova Governance per le comunità locali del Lazio”, organizzato dal Cal (Consiglio delle autonomie locali) del Lazio, in collaborazione con Anci, Upi e Consiglio regionale del Lazio – Come detto anche dal collega presidente Armando Cusani e da chi mi ha preceduto negli interventi, credo che sia giusto affermare che in questa sede devono essere lanciati dei messaggi chiari, messaggi di serietà, non demagogici nè populistici.

Credo che per ciò che concerne il decreto di riordino degli enti locali e del loro rapporto con Roma città metropolitana sia necessario dare ai cittadini l’informazione più corretta possibile, perché se perdiamo questa importante battaglia la sconfitta sarà decisa da dati non rispondenti al vero e elaborati con pressappochismo.

I cittadini devono capire che le Province sono soggetti erogatori di servizi essenziali e che il passaggio di queste competenze ai Comuni comporterebbe un sensibile aumento costi. Per fare un esempio, da uno studio fatto dall’Upi sulla spesa delle Province per il riscaldamento degli istituti scolastici e degli edifici pubblici è emerso che il trasferimento di queste incombenze porterebbe un incremento della spesa almeno del 5%.

Spending review non significa, infatti, tagliare sevizi indiscriminatamente, specie in un momento in cui agli enti locali vengono imposte norme che comportano l’obbligo della ristrutturazione delle scuole o vincoli per la manutenzione delle strade. Alle Province si prescrive per esempio l’osservanza dei nuovi parametri per l’offerta formativa scolastica di sostegno ma poi si lasciano le casse delle amministrazioni con finanziamenti pari a 0. E’ quindi ora che il Parlamento italiano capisca che non può imporci più vincoli senza l’adeguata copertura finanziaria.

Fare un’informazione seria da parte di noi amministratori locali significa dire alla gente che siamo obbligati ad approvare bilanci preventivi, e ribadisco preventivi, al 30 novembre, senza quindi alcuna possibilità di programmazione, con proroghe necessarie per l’assoluta e oggettiva impossibilità di chiudere gli esercizi finanziari senza dichiarare il fallimento o il dissesto degli enti.

Cosa dobbiamo fare in questa situazione? Dobbiamo evitare di lanciarci in battaglie singole facendo tra amministrazioni diverse quella che viene definita guerra tra poveri: tutti, Province e Comuni più o meno piccoli, viviamo la crisi e siamo noi a pagarne il prezzo più alto. Sono d’accordo sui tagli alle strutture e ai sottogoverni, ma penso anche che sia obbligatorio evitare quanto purtroppo invece già accaduto quando, in sede di trattative ai tavoli con la Regione Lazio, si è provato a sottrarci reciprocamente le poche risorse che l’amministrazione regionale ci eroga. Credo che dovremo invece seguire l’esempio di una più solidale ripartizione dei finanziamenti, come verificatosi in estate con i rappresentanti delle Province del Lazio.

Trovo sia un paradosso, un’incongruenza vera che un ministro che ha rappresentato per anni l’Anci ora chieda l’abolizione delle Province, visto che fino a poco fa affermava esattamente il contrario. Ora si pensa a cancellare le Province, ad ammazzare i Comuni e a devastare territori, ma la verità è che senza gli enti locali le emergenze che hanno colpito le nostre comunità non avrebbero mai avuto una risposta.

La Regione Lazio ha finalmente firmato la delega individuando nella Provincia il soggetto attuatore, ma i fondi sono solo un quarto di quelli previsti. In questa penuria di risorse è quindi necessario non farci la guerra tra di noi.

Anche alla luce dei rapporti che si dovranno venire a creare con Roma, nella sua duplice accezione di Capitale e città metropolitana, credo sia quanto mai opportuno che il Cal richieda alla Regione una sua chiara ed inequivocabile pronuncia sull’incostituzionalità delle norme che riducono la funzionalità degli enti locali. Qui non si tratta di difendere posizioni qui, ma di dire con serietà, senza fare terrorismo, quale è la verità e quali saranno gli scenari a cui vanno incontri i territori, coinvolgendo nella discussione anche elementi fondanti della società civile: associazioni, forze produttive e organizzazioni sindacali.

Se si vogliono tagliare le spese ed eliminare gli sprechi non si deve puntare il dito contro le Province i Comuni, perché questa non è un’operazione intellettualmente onesta. E a noi questa disonestà non va più bene: uniamoci in una voce sola che rappresenti le nostre comunità nel complesso e che metta le istituzioni in condizioni di poter agire in maniera incisiva sui territori. Lavoriamo insieme, Cal, Regione Lazio, Upi regionale e Anci per portare a casa risultati concreti.

Marcello Meroi
Presidente della Provincia di Viterbo
Presidente UPI Lazio


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