Riceviamo e pubblichiamo – Anche il lavatoio di piazza della Vite, come tutti i lavatoi presenti a Viterbo, era stato cancellato dalla memoria storica collettiva, quasi fosse la testimonianza di un passato povero di cui vergognarci. Ridotto a piccionaia quando, invece, potrebbe diventare un richiamo turistico, come sa bene il proprietario dell’albergo Palazzo Riario in via della Torre, a pochi passi dal lavatoio.
“Spesso ospito turisti stranieri che si entusiasmo appena vedono il lavatoio, vorrebbero fotografarlo ma poi notando le condizioni pessime in cui versa, desistono, oppure lo fotografano lo stesso probabilmente per mostrare la nostra inciviltà. Più di una volta ho spazzato e pulito l’area intorno, ma non ho mai avuto nessun segnale dalle istituzioni. Da solo mi sembrava di fare la guerra contro i mulini a vento, confesso che mi sono sentito abbandonato”.
I volontari di Viterbo civica non potevano restare indifferenti a queste parole, trovandosi in perlustrazione come sono soliti fare per scovare angoli di Viterbo che meriterebbero di essere rivalutati, hanno riscoperto il lavatoio di piazza della Vite e sono incappati, appunto, nelle giuste lamentele del signor Antonio. Il lavatoio presentava uno spesso strato di guano di piccione, che lo ricopriva in diversi punti; all’interno della vasca, dove un tempo scorreva lâacqua e le donne lavavano i panni, qualche bottiglietta di plastica vuota e decine di mozziconi di sigarette. Un senso desolante dâincuria e abbandono.
Grazie alla generosità del signor Antonio, che contagiato dall’entusiasmo e dalla concretezza dei volontari di Viterbo Civica subito si è unito a loro, sono stati comprati dei dissuasori per allontanare i piccioni.
I volontari di Viterbo civica hanno montato i dissuasori, ripulito il lavatoio e armati di olio di gomito, hanno scrostato tutto il guano di piccione accumulato in anni d’indifferenza. Sarebbe auspicabile che questi patrimoni di storia minuta, che hanno accompagnato generazioni di donne, fossero adottati dal quartiere, che il cittadino diventasse guardiano dei suoi beni. A noi di Viterbo civica piacerebbe che gli antichi lavatoi, opportunamente ristrutturati, fossero inseriti in un circuito di visite, con spiegazioni della storia degli stessi e magari anche con dimostrazioni periodiche dellâantico mestiere delle lavannare, così come avviene nella vicina Bolsena.
Viterbo civica




