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“Sette euro per tornare in autostop da Tuscania a Viterbo”

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Cotral

Un bus Cotral

Riceviamo e pubblichiamo – Gentile redazione vi scrivo per segnalare una brutta avventura di cui sono stata protagonista il 17 settembre scorso insieme a un gruppo di utenti che si trovava nell’autobus Civitavecchia-Viterbo delle 7,45.

Innanzitutto la corsa è costata la bellezza di sette euro poiché nessun esercizio pubblico ha i biglietti Cotral e naturalmente sono stata costretta a fare il biglietto a bordo.

La corsa inizia e improvvisamente all’altezza della località san Lazzaro, poco fuori Tuscania l’autobus si ferma e non vuole saperne di ripartire.

L’autista chiama immediatamente i soccorsi, ma consiglia a tutti di trovare un’altra soluzione sapendo bene che la cosa sarebbe stata molto lunga. A quel punto alcune persone hanno chiamato i loro familiari o amici ma non tutti (me compresa) sono riusciti a farsi venire a prendere.

La situazione era abbastanza pericolosa in quanto il mezzo occupa in parte una corsia stradale ed è posizionato in curva a quell’ora la strada è parecchio trafficata, tante macchine e mezzi pesanti… L’autista, peraltro molto gentile, si è offerto di fermare le macchine per procurare un passaggio a Viterbo a chi come me non riusciva a trovare soluzione e allo stesso tempo ha detto di aver notato già dalla prima mattina che il mezzo faceva qualche capriccio. Insomma ho pagato sette euro per tornare in autostop da Tuscania a Viterbo.

Ma c’è ancora un particolare importante: mentre succedeva tutto questo nella strada è passata una macchina dei carabinieri e una dei vigili urbani che, pur vedendo un autobus per metà fermo nella corsia e un gruppo di persone evidentemente spaesate non si sono fermati anche solo per chiedere quale fosse il problema.

Personalmente ho intenzione di chiedere il risarcimento ma ciò che mi preme è far sì che l’azienda Cotral si attivi per vendere i biglietti a bordo allo stesso prezzo di un qualunque bar, tabacchino o edicola e che sopratutto esegua seri controlli ai propri mezzi perché sarebbe bastato che un tir andasse un po’ più veloce per causare un guaio irrimediabile.

Francesca Marongiu 


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