(m.l.r.) – La trasparenza amministrativa questa sconosciuta. Almeno per il comune e la provincia di Viterbo e non solo.
Secondo le classifiche della “bussola della trasparenza dei siti web” delle pubbliche amministrazioni italiane, palazzo Gentili e palazzo dei Priori non brillano affatto.
Il sito internet dalla presidenza del consiglio dei ministri e ministero della pubblica amministrazione analizza per ogni ente pubblico diversi indicatori, come atti generali, numeri di telefono, bandi di gara e contratti e quanto questi siano facilmente reperibili sul sito internet dell’ente stesso. Tutto questo perché la trasparenza amministrativa, che consiste nell’assicurare la massima circolazione possibile delle informazioni sia all’interno del sistema amministrativo che all’esterno, è obbligatoria per gli enti pubblici.
Sul fronte comune e provincia sono stati presi in considerazione 65 e 66 indicatori. I due enti hanno totalizzato zero. Zero assoluto. Male anche l’Ater di Viterbo e la Comunità Montana dei Cimini anche loro con zero su 66. Fa poco meglio solamente la Ausl di Viterbo che riesce a prendere un punto su 67 indicatori e la Regione Lazio che ottiene punteggi positivi per 23 indicatori su 67.
Va detto che per il comune di Viterbo c’è l’attenuante del recente cambio di maggioranza, che potrebbe non aver ancora avuto il tempo di monitorare la strategia comunicativa e di trasparenza. Lo zero si riferisce quindi all’eredità ricevuta..
Ma Viterbo non è solo pubbliche amministrazioni non trasparenti. La Camera di commercio e l’Università della Tuscia al contrario di comune e provincia brillano per tanta trasparenza.
L’ente di via fratelli Rosselli ottiene l’ok per 61 indicatori su 66. L’Unitus fa meglio di tutti trasparente al 100%, ottenendo pareri favorevoli su tutti i 66 indicatori presi in considerazione.
Ma come funziona la bussola della trasparenza? Il cuore del sistema è un motore che, con una serie di sensori software e di algoritmi matematici, analizza i siti web delle pubbliche amministrazioni, in modo automatico, a determinati intervalli temporali. La verifica è effettuata comparando i contenuti trovati con quelli definiti e standardizzati nelle linee guida.
I dati raccolti alimentano un vero e proprio magazzino che, attraverso interfacce dedicate, è in grado di fornire alle diverse tipologie di utenti, informazioni sull’andamento della trasparenza dei siti web istituzionali.

