Viterbo – “Siamo tranquillissimi anche perché grazie a questo interrogatorio Somma ha spiegato punto per punto perché non c’entra nulla con questa storia”.
Sono queste le prime parole dell’avvocato Luca Petrucci, legale di Giulio Somma, ex dipendente Arsial indagato per abuso d’ufficio nell’ambito della vicenda Vinitaly, dopo le tre ore di interrogatorio.
“Abbiamo chiesto noi di essere ascoltati – continua l’avvocato Petrucci – perché almeno abbiamo avuto l’occasione di spiegare al pm Massimiliano Siddi che Giulio Somma non c’entra assolutamente niente con questa vicenda. E a comprova di questo abbiamo portato al magistrato una serie di email nelle quali viene chiarito con precisione ogni passaggio”.
L’interrogatorio è durato poco più di tre ore: dalle 10 di questa mattina fino alle 13,30 circa. Si tratta dell’ultima persona indagata nella vicenda, che doveva essere ancora ascoltata da Siddi.
“Abbiamo ritenuto più giusto – conclude il legale – sostenere l’interrogatorio soltanto dopo aver letto le carte delle indagini per avere un’idea più chiara e puntuale di tutta la vicenda. Una scelta processuale portata avanti in un clima del tutto sereno e tranquillo poiché, lo ribadisco, Somma non ha fatto nulla di illecito”.
Ora, dopo questo ultimo interrogatorio, il pm Massimiliano Siddi è chiamato a decidere se chiedere o meno il rinvio a giudizio per gli undici indagati dell’inchiesta, che si era chiusa a luglio e riguardava la partecipazione al Vinitaly della Regione Lazio, i cento milioni del Piano di sviluppo rurale e la macchina del fango a mezzo stampa.
Tra gli indagati, undici in tutto, c’era l’ex assessore regionale all’Agricoltura Angela Birindelli, i giornalisti viterbesi Paolo Gianlorenzo e Viviana Tartaglini e la loro presunta rete di tre informatori. Per la Regione, c’era il dirigente Roberto Ottaviani. Per l’Arsial, l’ex commissario straordinario Erder Mazzocchi e l’ex dipendente Giulio Somma. Chiudevano l’elenco l’imprenditore Giuseppe Fiaschetti e l’ex sindaco di Viterbo Giulio Marini.

