– Dieci anni al pastore che uccise il fratello con una coltellata al cuore.
La Corte d’appello di Roma ha ridotto la pena a Vasilica Goldum, 38enne romeno a giudizio per omicidio volontario aggravato.
Nel novembre 2012, il pastore era stato condannato a dodici anni dal gup del tribunale di Viterbo Salvatore Fanti. L’accusa era di aver assassinato il fratello minore Mihai nell’azienda agricola in cui lavoravano a Oriolo Romano. Una lite dettata dall’alcool e dalla gelosia: Vasilica sospettava che la moglie e il fratello avessero una relazione clandestina.
Per questo, la sera del 18 settembre di due anni fa, aveva affrontato Mihai a viso aperto, accusandolo di volergli portare via la moglie. La discussione finì col più giovane dei due fratelli a terra in un lago di sangue, mentre per Vasilica si spalancavano le porte del carcere Mammagialla.
“La riduzione della pena, per noi, è una parziale vittoria – afferma l’avvocato del pastore, Massimo Rao Camemi -. La Corte ha riconosciuto l’attenuante della provocazione e dello stato d’ira. E’ quello che abbiamo sempre sostenuto: il mio cliente ha attaccato perché provocato dal fratello, che minacciava di tirargli una sedia, ma non voleva colpirlo. E’ stata una tragedia”.
Di diverso avviso il procuratore generale, che aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado.
Le motivazioni arriveranno entro i prossimi sessanta giorni. A quel punto, accusa e difesa decideranno se ricorrere in Cassazione.

